Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Amici 2016: bilancio di fine edizione

seraleCercasi talent disperatamente. Mai come quest’anno l’edizione di Amici in chiusura tra poche ore ha palesato il disequilibrio strutturale nel quale il programma è piombato negli ultimi anni. Esattamente da quando lo show ha preso il sopravvento sul talent, arrivando quasi a fagocitare i concorrenti che la natura del programma invece vorrebbe sempre al centro.

I talenti ci sono, è vero, ma solo nel daytime, perché al serale rimangono sullo sfondo, intrappolati in un meccanismo che paradossalmente regala maggiore visibilità agli elementi di contorno. Quattro coach, cinque giudici di cui uno a rotazione, ospiti musicali e no. Senza dimenticare intermezzi comici e siparietti vari, con richiami ad altre trasmissioni di successo come Scherzi A Parte e a cui quest’anno si è aggiunto il gioco delle cabine telefoniche, molto gettonato sui social (a proposito, chissà se avranno pagato i diritti al Tonight Show di Jimmy Fallon).

Nessuna novità: è così dal 2012, quando addirittura nella puntata serale veniva dedicata una scarsa mezz’oretta ai concorrenti di quell’edizione, mentre il torneo degli ex Amici occupava quasi tutto lo spazio. Da lì si è arrivati a coach, giurie vip e il programma, a livello di riscontro, ne ha sicuramente guadagnato: d’altronde le uscite di Morgan o di altri personaggi famosi fanno sicuramente più discutere delle liti tra concorrenti anonimi, pressoché assenti da quando il programma ha abbracciato la nuova formula.

Indubbiamente vincente, dal momento che Amici negli ultimi anni è sopravvissuto alla proliferazione di trasmissioni dello stesso genere, acquisendo una nuova vita e registrando buoni ascolti. Ma bisogna anche constatare che quest’anno l’ulteriore operazione di spettacolarizzazione e l’inserimento di nuovi elementi di contorno ha quasi rischiato di oscurare i concorrenti che non hanno di certo brillato per freschezza e carisma. Prova ne è che gli argomenti di maggior discussione usciti in queste settimanepiù che ai ragazzi in gara sono legati ai giudici, ai coach e alle schermaglie createsi tra di loro.

Certo, il racconto non ne ha risentito e il merito è degli autori, che in pochi mesi disegnano dinamiche efficaci nel far crescere l’affezione del pubblico verso i protagonisti e nel creare intorno a loro tifoserie da stadio. Ma paragonandolo con quello della precedente edizione non si può dire che quello di quest’anno sia stato altrettanto potente proprio perché in gara vi erano personalità artistiche del calibro dei The Kolors o di Klaudia Pepa, esempio del mix di freschezza e carisma, non hanno permesso al contorno di dominare sulla competizione.

Altro neo di Amici 2016 resta la scelta di affidare la proclamazione del vincitore della categoria ballo esclusivamente ai professori, senza ricorrere al televoto. Discutibile, proprio perché questo è stato uno dei pochi anni in cui i ballerini sono forse riusciti a brillare più dei cantanti. Conoscendo Maria De Filippi e la sua capacità di creare regolamenti in corsa avrebbe potuto terminare la puntata e far sfidare Gabriele ed Ale questa sera, in apertura della finalissima. Se non è altro è stata l’occasione per riportare il dibattito sui ragazzi, non su giudici o sui coach.

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