Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

L’Isola dei Famosi 2016: bilancio di fine edizione

naufraghiPer qualcuno quello di stasera è solo l’atto finale di una lenta agonia, per altri è l’attesissima finale dell’undicesima edizione de L’Isola dei Famosi. Comunque la pensiate, vediamo di fare un po’ il punto su questi sessanta giorni di reality.

Il cast. Propongo un gioco. Provate a chiudere gli occhi e a proiettarvi al 9 maggio 2021.Ripensando ai naufraghi di questa Isola quali ricorderete? Sicuramente Simona Ventura, attorno a cui si è concentrata buona parte del racconto. E a ragione, considerando che gli ascolti sono lievitati in occasione dei momenti più importanti legati alla sua avventura (l’esito della nomination con Jonas in primis). Ma dall’altro lato lo smisurato carisma dell’ex conduttrice del reality (e il trattamento ossequioso riservatole soprattutto inizialmente dalla produzione) ha finito per oscurare in parte il resto del cast, evidenziandone l’eccessiva slegatura che ha pesato sull’intera edizione. Anche Paola Caruso, prima dell’Isola la Bonas di Avanti un Altro e ora semplicemente Paola, ha il merito di essere riuscita a dividere il pubblico più di tutti gli altri naufraghi, legando d’ora in poi il suo nome al programma. Sul motivo ritorneremo più avanti. Infine c’è il vincitore, che sarà eletto questa sera, il cui nome entrerà di diritto nella storia del reality. Bisognerà vedere se riuscirà a fissarsi anche nella mente dei telespettatori. Che non è così scontato.

La scrittura. Delle fragilità autorali ne hanno parlato in tanti: regolamenti apparentemente cambiamenti in corsa, prove sfuggite di mano (la lotta nel fango, l’incidente dell’apnea), concorrenti arrivati in finale senza televoto, con la disapprovazione del pubblico. Ma forse quella principale riguarda l’eccessiva impostazione del racconto su liti, discussioni e polemiche, talvolta neppure cavalcate fino in fondo. In questo modo si è andata a perdere quella leggerezza di fondo che è stata tra i motivi del grande successo della scorsa stagione. Lo ha dichiarato anche Mara Venier qualche giorno fa: “La passata edizione è stata divertente, ironica, anche fatta con grande intelligenza da parte di tutti quanti. Quest’anno è un’Isola completamente diversa. E’ stata, purtroppo, l’Isola delle polemiche. Mi sono divertita di più lo scorso anno“. E la leggerezza, il prendersi poco sul serio è quello che cerca oggi il pubblico nei reality e nei game-show: anche il recente successo di Ciao Darwin lo dimostra. Ecco perché gli autori, dopo essersi lasciati sfuggire troppo velocemente la diatriba Berami-Ventura, hanno puntato quasi tutto sulla Caruso, l’unica tra i concorrenti, quest’anno particolarmente seriosi e avvezzi alle strategie, ad incarnare l’animo goliardico dell’Isola. A smorzare l’entusiasmo dei telespettatori anche la mancanza di sostanziali novità nel meccanismo del gioco e nella narrazione. Per l’Isola 12 ci vogliono più idee.

La conduzione. Anche questa ha risentito del clima generale poco leggero. Alessia Marcuzzi, molto più a suo agio in quei rari momenti goliardici creati insieme a Mara Venier e Alfonso Signorini, sembra aver faticato nel riuscire a tenere sotto controllo alcune situazioni, soprattutto quelle più imprevedibili, come la discussa prova in apnea di Mercedesz o lo spoiler di Playa Soledad ad opera di Simona Ventura. Proprio la pronta reazione di Alvin alla gaffe della Ventura ha invece messo ulteriormente in luce le doti dell’inviato. Gli opinionisti, seppur abbiano fatto il possibile per movimentare o alleggerire l’atmosfera a seconda dell’occorrenza, si sono dovuti arrendere di fronte a un’edizione che ha stentato a decollare. Il fatto che l’abbiano ammesso più volte, in diretta e fuori, non gioca però a loro favore.

Gli ascolti. Difficile ripetere i fasti dello scorso anno, quando il format tornava dopo tre anni di riposo, su una rete diversa e con una formula rinnovata. La preparazione frettolosa, un cast piuttosto anonimo (ad eccezione di pochi nomi) e  la scelta di riproporre alla guida la stessa squadra dello scorso anno hanno contribuito a creare un effetto déjà-vu che ha fisiologicamente pesato sugli ascolti, leggermente in calo rispetto allo scorso anno. Ma la media provvisoria del 22,13% di share totalizzata nelle prime nove puntate (24,10% quella delle prime sette dell’Isola 2015) dice che il format regge bene nonostante le dieci edizioni alle spalle, anche contro competitor particolarmente forti come Il Commissario Montalbano. E, visto che in queste settimane non si sono registrati cali preoccupanti (ma neanche crescite notevoli), si può affermare che in questi due anni dell’era Mediaset sia riuscita comunque a fidelizzare un suo pubblico. Ora non resta che sapere quanto totalizzerà la finale questa sera.

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