Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

L’analisi. Isola dei Famosi 2016: verso il debutto tra previsioni affrettate e una promozione sottotono

Isola-dei-Famosi-Alessia-Marcuzzi-668x445Deve ancora cominciare ma già “top” e “flop” rimbalzano sulle tastiere degli utenti che aspettano al varco la prossima edizione dell’Isola dei Famosi. Ogni anno la stessa storia: si giudica ancor prima del debutto basandosi esclusivamente sul cast. Niente di più sbagliato. Perché mai come oggi in un reality fondamentale per spostare l’asticella da “flop” a “top”è il racconto. Non è più sufficiente costruirlo solo intorno al gioco, come nei primi anni di Isola e Grande Fratello: bisogna essere capaci di creare un meccanismo funzionale a sviluppare dinamiche interessanti, che spiazzino il pubblico, tengano alta l’attenzione sul programma, facciano discutere incuriosendo anche quei telespettatori più indirizzati verso altri programmi.

Ne è prova la stessa Isola dello scorso anno, uscita vittoriosa nonostante un cast essenzialmente privo di nomi di grande richiamo, a parte Catherine Spaak (ritiratasi subito) e Rocco Siffredi, grazie all’introduzione di Playa Desnuda, alla caratterizzazione tragicomica di ogni naufrago, ai siparietti e alle prove costruite per aizzare lo spirito goliardico che i telespettatori riversano poi in rete, sui social. Viceversa il Grande Fratello 2015, potendo contare su un cast potenzialmente più efficace di quello dell’edizione precedente, è rimasto a galla pur senza sfondare, anche a causa di un’indefinitezza di fondo nel racconto.

Oggi quindi il nome serve solo a giustificare il termine “famosi” nel titolo. Più che l’età, la professione o le precedenti esperienze in altri reality, contano le personalità dei concorrenti e, in qualche caso il loro privato, aspetti che potrebbero contribuire a plasmare la narrazione. E la personalità non ha età, né sesso, né titoli o professioni: chiunque a seconda di quanto riuscirà a tirarla fuori o meno e del ruolo che si ritaglierà nel racconto può determinare il successo del programma, indipendentemente dal percorso che lo ha portato nel reality. In questi anni abbiamo visto imporsi personaggi di fama internazionale come  Al Bano e Kabir Bedi, ma anche modelli poco conosciuti, che all’Isola devono la grande popolarità: Sergio Muniz e Belen Rodriguez, per citarne due.

Insomma, è troppo presto per fare previsioni: l’Isola dei Famosi 2016 è ancora tutta da scrivere. Certo attingendo nella scelta del cast dalle cronache rosa, da programmi come Uomini e Donne, Il Segreto e persino dalla web-perla firmata da Lory Del Santo The Lady, è evidente fin da ora l’intenzione di proseguire sulla stessa linea dello scorso anno con lo sguardo particolarmente rivolto verso i giovani, le donne e più in generale verso chi in una televisione piuttosto leggera cerca l’espediente per poter discutere e ironizzare in rete e sui social.

Basta Simona Ventura per catalizzare l’attenzione del pubblico fin da subito: non a caso è l’unico nome su cui si è essenzialmente concentrato il battuage pubblicitario in queste settimane. Ma dal punto di vista delle personalità anche Marco Carta (ex Amici) e Fiordaliso (ex Music Farm, Talpa e Tale e Quale Show) sembrano promettere bene.

Se questa Isola ci riserverà altre sorprese (e quali), lo sapremo presto. Per ora l’unica critica che si può muovere al reality di Canale 5 riguarda la scarsa promozione dei futuri naufraghi: sfruttare anche gli altri programmi della rete oltre a Verissimo, Le Iene (e ai social-network) per annunciarne la partecipazione avrebbe aiutato a incuriosire ulteriormente il pubblico e far crescere sempre più l’attesa in vista del debutto, proprio come scrivevamo qui qualche tempo fa. Non ha proprio insegnato niente la campagna di lancio di Ballando Con Le Stelle?

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Un commento su “L’analisi. Isola dei Famosi 2016: verso il debutto tra previsioni affrettate e una promozione sottotono

  1. ilteledipendente
    marzo 7, 2016

    Contento che quanto scritto qui, prima della conferenza stampa, sembri trovare conferma in quanto presentato oggi nella conferenza stessa. L’Isla Desnuda, la zattera, i naufraghi meno famosi che devono guadagnarsi un posto sull’Isola: è proprio ciò che io intendevo come “racconto” nel post e che va nella direzione (a livello contenutistico e di pubblico) dello scorso anno. Mi sembra un buon meccanismo di partenza per smuovere dinamiche potenzialmente interessanti. E che, in mancanza di molti nomi forti nel cast, si punti all’effetto sorpresa, un po’ come con le Donatella. Sicuri che più che la popolarità dei concorrenti o il cast sia lo sviluppo narrativo, il racconto, a determinare il successo di questa nuova edizione. Proprio come accaduto nel 2015.

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