Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

L’intervista. Martina Tonarelli, dal teatro a Don Matteo: “Il set? Una grande famiglia”

don matteo 10 (2)A un passo da don Matteo Martina Tonarelli, attrice 26enne, può dire di esserci stata davvero. Era lei Lavinia, ragazza inquieta e di famiglia benestante al centro di un’indagine su un caso di pirateria stradale in “E tu quanto vali?”, l’undicesimo episodio di Don Matteo 10 trasmesso lo scorso 18 febbraio. Dalle campagne modenesi dove è nata al set della fiction campione d’ascolti, Martina racconta la sua esperienza.

Come sei arrivata nella canonica di Don Matteo?

Ho sognato di recitare fin da bambina ma ho iniziato a crederci davvero quando facevo le scuole medie e il regista Enzo Perriello mi propose un ruolo da coprotagonista per il lungometraggio “Come se…” scritto appositamente per me. Poi con lui girai “Voglio solo la luna” e intanto cominciai a studiare seriamente. Sei anni fa mi sono trasferita a Roma e qui tanto teatro con la compagnia Teatrificio 22 (Il piccolo principe), ma anche corti e mediometraggi di produzioni indipendenti. Fino a Don Matteo.

Avevi mai seguito prima la fiction?

Le repliche in estate sì. Ma in famiglia è mio fratello il vero fan di Don Matteo! Infatti quando mi hanno mandato il copione ho chiesto a lui aiuto perché mi trovavo al Festival di Taormina e non avevo modo di studiarlo con calma. E lui non solo mi ha riassunto l’episodio, ma anche le serie precedenti.

E che idea ti sei fatta?

Penso che il grande e meritato successo di Don Matteo stia nella capacità di autori e registi di raccontare con semplicità e grande umanità tragedie che le cronache portano alla nostra attenzione anche troppo frequentemente. E risulta anche piuttosto divertente. È il giusto mix di drammaticità e leggerezza che piace.

Quanto tempo sei rimasta sul set?

Ci ho lavorato quattro giorni, anche se diluiti in cinque mesi. Le riprese dell’intera fiction sono divise in blocchi di puntate (dalla 1 alla 4, dalla 5 alla 8 e così via) e ognuno ha le sue scene in ospedale (interni ed esterni), nella piazza di Spoleto, in caserma. Quindi a seconda della location disponibile e dell’episodio da girare, la produzione organizzava le riprese e convocava gli attori.

Come ti sei trovata con Terence Hill e con gli altri protagonisti?

Terence Hill è davvero una persona speciale e sensibilissima. Sa come mettere a proprio agio le persone con cui lavora e, se ti vede in difficoltà, riesce a tranquillizzarti. Nino Frassica e Simone Montedoro sono come li vediamo nella fiction: complici e giocherelloni, ma seri quando serve. Scherzano e intrattengono la troupe nei momenti di attesa interminabile che si creano durante la lavorazione.

Che atmosfera si respira dietro le quinte?

Quella di una grande famiglia, che mi ha accolta e coccolata ogni volta che andavo sul set. Dietro la macchina da presa c’è un universo che non dovremmo mai dimenticare: ogni giorno lavorano più di dodici ore per realizzare quello che vediamo in tv.

Qualche aneddoto?

Sì ne ho diversi, ma uno in particolare lo porterò sempre nel cuore. Il mio primo giorno di riprese, Terence si è presentato con la “famiglia Hill”: ha detto proprio così! Ha presentato a tutti con orgoglio e un po’ emozionato il figlio e il nipote, entrambi biondissimi e con gli occhi azzurro-blu come i suoi. È stato un momento molto bello.

Cosa ti resta di questa partecipazione?

L’attesa: anni lunghi, di porte in faccia, di “le faremo sapere”, di sconforto. Poi arriva il primo sì a ripagare tutti i sacrifici, miei e della mia famiglia. E quel sì è stato Don Matteo. E infine la messa in onda: un mix di ansia ed eccitazione. Hai paura, non vedi l’ora di sapere quali scene sono state scartate, se hai fatto un buon lavoro, soprattutto davanti a quasi 9milioni di telespettatori.

E tu ti sei sentita soddisfatta?

Meglio delle aspettative. Dietro a Lavinia c’è stato un lavoro personale molto importante che mi ha accompagnato per tutti i mesi delle riprese e che mi ha fatto crescere sia come attrice che come donna. Ne vado molto orgogliosa.

Hai già altri progetti?

Dal 28 aprile al 1 maggio sono in scena con“JuneAfternoon” al Teatro Spazio 1 di Roma. E qualche provino bolle in pentola. Vedremo: in questo lavoro l’occasione della vita può capitare quando meno te lo aspetti. Bisogna solo farsi trovare preparati.

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