Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Sanremo 2016: recensione seconda serata

downloadA fronte di un debutto piuttosto soporifero, Sanremo 2016 sembra in parte risvegliarsi nella seconda serata. C’è più sicurezza, il ritmo aumenta e la scaletta non può che beneficiarne. Ma soprattutto, e non era così scontato considerando la partenza, il Festival ieri sera è riuscito a regalarci ben due momenti da incorniciare.

La partecipazione del compositore Ezio Bosso innanzitutto, che ben esprime quanto scritto nei giorni scorsi sul ruolo dei superospiti: la sua esibizione, contornata da parole di un’umanità disarmante, è la dimostrazione lampante che c’è una grande differenza tra ilqualunquismo della maggior parte delle ospitate televisive e il reale valore di poche altre, capaci di lasciare un segno profondo nel pubblico.

E proprio perché rare, quando accade l’effetto è amplificato. Nel caso di Bosso poi si può proprio dire che quei minuti sul palco dell’Ariston, impreziositi molto efficacemente dalla sapiente regia, sono valsi l’intera serata. Poco importa se potrebbero aver rallentato in parte il ritmo dello show, perché quando il contenuto è così potente (e succede in pochi casi), i tempi televisivi passano in secondo piano.

Poi c’è l’ospitata imprevedibile, che parte tale e quale a molte altre e termina in modo totalmente inaspettato. Chi avrebbe immaginato che Nino Frassica, miscelando comicità e dramma e senza risparmiare frecciatine a Gabriel Garko, potesse contribuire a far vibrare significativamente un Festival piuttosto immobile, rendendosi protagonista di un’intensa performance sulla tragedia dei migranti?

Insomma, due momenti tra i più alti dei Festival dell’era Conti. Il resto invece riflette quanto già scritto nei giorni scorsi. Virginia Raffaele supera brillantemente anche la seconda serata nei panni di Carla Fracci. Più sciolti invece Gabriel Garko (che scherza sulle critiche) e Madalina Ghenea, anche se potrebbero essere utilizzati per siparietti decisamente migliori.

Le interviste, evidentemente indirizzate alla pancia del telespettatore come in un emotainment qualsiasi, continuano invece a risentire della fragilità delle domande. Spicca qualche risposta più o meno interessante, ma non basta se l’ospitata (è il caso di Nicole Kidman) è interamente costruita sul continuo botta e risposta. Meglio Eros Ramazzotti in tal senso, protagonista di una performance travolgente che la regia ha abilmente accompagnato.

Per quanto riguarda la gara, la sensazione dopo ieri sera è che i giovani abbiano osato decisamente di più rispetto ai big e che siano riusciti a portare all’Ariston quella freschezza che musicalmente sembra mancare. Solo Elio e le Storie Tese continuano ad essere garanzia di originalità. Degli altri brani presentati ieri, nella media risultano piuttosto interessanti quelli di Dolcenera, Patty Pravo e Valerio Scanu. Meno dirompenti del previsto invece Annalisa, Francesca Michielin e Alessio Bernabei. E anche i pezzi di Neffa, Clementino e Zero Assoluto non sembrano poter regalare grandi sorprese.

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