Il TeleDipendente

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L’analisi. Sanremo 2016: i rischi del Conti-bis

sanremoTra poche ore le luci dell’Ariston si accenderanno per illuminare la prima serata della sessantaseiesima edizione del Festival di Sanremo. È il Conti-bis, un Sanremo che insegue il grande successo dello scorso anno ripetendone la formula: massima attenzione a tutto ciò che nello spettacolo risulta essere più popolare, garanzia di ascolti in tv e di vendite nella musica. Non a caso è dai talent- show che proviene la maggior parte dei cantanti in gara.

La ricercatezza dei Festival radical-chic targati Fabio Fazio è ormai un lontano ricordo. Il Sanremo di Conti piuttosto si limita a portare sul palco le icone pop di maggior successo cercando di accontentare i gusti e le esigenze di ogni singolo telespettatore per intercettare la totalità del pubblico. E pur di raggiungere l’obiettivo è disposto a superare anche gli aziendalismi.

Ma dietro ogni bis si nascondono dei rischi. Quello di ripetersi in primis, che a Fazio nel 2014 costò caro. E che per Conti potrebbe significare il ricadere nell’errore dello scorso anno: realizzare un Festival eccessivamente conticentrico, in cui lo spazio per i co-conduttori è talmente ridotto da risultare quasi insignificante.

L’auspicio infatti è che, oltre a Virginia Raffaele che dovrebbe portare all’Ariston le sue imitazioni, anche Madalina Ghenea e Gabriel Garko possano esprimersi al meglio su quel palco, dando magari vita a qualche esibizione, in modo da non limitarsi a veloci comparsate in abiti appariscenti o alla presentazione di rito della canzone successiva da leggere sul gobbo.

Stesso discorso vale per gli ospiti, di cui questa edizione è particolarmente ricca. Circa quattro a puntata, che devono incastrarsi tra le numerose esibizioni in gara. Sarebbe davvero uno spreco se la loro presenza, per esigenze di tempo, si riducesse a una veloce passerella che non ne sottolineerebbe l’importanza. O che il DopoFestival, tornato in grande spolvero con Nicola Savino e la Gialappa’s Band dopo anni di assenza dalla tv, rischi di dare la linea a UnoMattina per una cattiva gestione dei tempi in scaletta.

Questo per quanto riguarda lo show. Per le canzoni in gara, che dovrebbero essere il fulcro della manifestazione, è ancora troppo presto. Aspettiamo stasera per ascoltare le prime, senza il condizionamento di opinionisti, scommettitori, critici e presunti veggenti. È inutile infatti parlare adesso di toto-vincitore, di top e flop o commentare solo sulla base dei nomi o della provenienza (leggasi talent-show). Chissà che, almeno musicalmente, il secondo Festival del regno tele-pop di Carlo Conti non riservi qualche considerevole sorpresa.

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