Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

La tv del 2015: dieci programmi da salvare

Quali trasmissioni meriterebbero di sopravvivere al 2015? Eccone dieci (l’ordine è casuale, non si tratta di una classifica):

  • L’erba dei vicini: l’infotainment si fa gioco nel programma che ha debuttato nell’autunno di RaiTre con Beppe Severgnini. Un modo per approfondire tematiche sociali e politiche senza annoiare e coinvolgendo anche quei telespettatori meno interessati ai programmi d’informazione e più all’intrattenimento.
  • Non uccidere: la serie con Miriam Leone è la dimostrazione che la Rai è capace di realizzare una serialità alternativa, più ancorata alla realtà dei prodotti che è solita propinare al pubblico e capace di competere, per linguaggio e contenuti, con serie di respiro internazionale. La seconda parte della prima stagione andrà in onda dal 9 gennaio.
  • X Factor Daily: l’entrata di Aurora Ramazzotti quest’estate ha scatenato polemiche. In molti hanno urlato alla raccomandazione, senza considerare che si trattava di una striscia quotidiana di pochi minuti, non del Festival di Sanremo. Poi, iniziato il talent, nessuno ne ha più parlato: sarà perché, senza strafare, la ragazza si è dimostrata all’altezza del compito? Meglio guardare, prima di giudicare.
  • Stasera tutto è possibile: lo scanzonato game-show di RaiDue condotto da Amadeus ha conquistato gli italiani guadagnando sempre più ascolti ogni settimana. La carta vincente: la capacità di conduttore e partecipanti di non prendersi troppo sul serio.
  • Nemico Pubblico: la stand up comedy diventa protagonista della seconda serata di RaiTre grazie a Giorgio Montanini e ai Satiriasi. Ottime le candid camera. Si ride e si riflette: una bella sorpresa.
  • Boats: una serie di reportage trasmessi da DeeJay Tv per raccontare l’Italia contemporanea senza filtri, con lo stile realista e asciutto che ha fatto la fortuna de Il Testimone. Non a caso dietro c’è anche Pif. Da ripetere assolutamente.
  • E Poi C’è Cattelan: non è una novità (la prima edizione andò in onda nel 2014), ma la seconda stagione di quest’anno ha riconfermato l’efficacia di questo talk-show, che si distingue dagli altri per la freschezza del linguaggio e la consistenza di idee dietro gag e sketch tra intervistato e intervistatore, il brillante Alessandro Cattelan. Già confermata la terza stagione (venti puntate) dal prossimo 28 gennaio.
  • Io & George: un racconto tanto delicato quanto potente, sulla scia di Hotel 6 Stelle. Il viaggio di una madre e del figlio disabile per l’Europa è riuscito a regalare ai telespettatori di RaiTre grandi emozioni ma soprattutto importanti spunti di riflessione. La bella televisione esiste ancora, per chi non se ne fosse accorto. Basta saperla cercare.
  • Shark Tank Italia: saranno le idee a salvarci dalla crisi? Per il programma trasmesso a maggio da Italia Uno la risposta è sì. L’idea viene dal Giappone, ma la versione italiana convince. Se non altro per il messaggio che trasmette: bisogna ingegnarsi se si vuole avere successo.
  • Domenica In: contrariamente dalle aspettative, la terapia ricostituente di Maurizio Costanzo è davvero servita. La coppia Paola Perego – Salvo Sottile funziona e il programma, dopo anni di crisi, sembra aver ritrovato una propria identità, mutuata dalle vecchie Buona Domenica firmate dal giornalista. E anche gli ascolti sono cresciuti. Sorprendente.
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