Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Panariello sotto l’albero: la recensione

panarielloOggi il varietà, di per sé, regge a fatica. A meno che non sia legato a un nome di grande richiamo. Così Giorgio Panariello, per il suo ritorno televisivo, ha ben pensato di affidarsi a ospiti e amici piuttosto che alla sua comicità. E non ha dovuto sforzarsi di pensare più di tanto neanche a delle trovate innovative, perché li ha lasciati liberi di fare ciò in cui riescono meglio. Che si tratti di condurre, di cantare o di recitare.

Così sotto l’albero più che Panariello i telespettatori sintonizzati ieri sera su RaiUno hanno trovato una sorta di collage di ciò che negli ultimi anni è garanzia di successo, vendite e, sul piano televisivo, di ascolti. A partire da Carlo Conti e da Maria De Filippi, incoronati lo scorso maggio personaggi dell’anno al Premio Tv 2015. Poi Emma, Il Volo con Placido Domingo e, per il lancio della nuova fiction Tutto Può Succedere, i Negramaro (hanno lavorato alla colonna sonora).

E ancora il cinema con Leonardo Pieraccioni e il teatro con  Giorgio Albertazzi: nessun campo è stato risparmiato, giusto per intercettare i gusti più disparati. Non a caso questa sera si arriva persino in cucina con Alessandro Borghese e sui campi da calcio con Massimiliano Allegri, il tecnico della Juventus. Senza dimenticare la musica (tra Biagio Antonacci, Alessandra Amoroso), il cinema (Matt Dillon, Claudia Gerini) e la comicità di Paolo Rossi.

Ma in questo viavai di ospiti ed esibizioni immersi in un’atmosfera nostalgica (lo screen in bianco-nero, la presenza di Tosca D’Aquino che riporta a Torno Sabato, uno degli ultimi grandi varietà del sabato sera di RaiUno), Panariello, che avrebbe dovuto essere il cuore del programma, finisce quasi per sprofondare nel nero della scenografia e perdersi in siparietti già visti o monologhi piuttosto scontati e poco dirompenti nella complessità del racconto.

Se non altro la presenza di numerosi ospiti contribuisce a dare ritmo allo show, nonostante la durata extra-large (si è concluso a 00.17). Poco importa, Panariello sotto l’albero è valso anche solo per la parodia di C’è Posta per Te: non tanto per la comicità intrinseca, quanto per il momento successivo in cui Maria de Filippi, davanti a un Panariello emozionato, ha raccontato la sua storia di “bambino lasciato ai nonni dalla mamma che non poteva occuparsene”. Per pochi minuti si è presa la scena, riconfermando ulteriormente la sua indiscussa capacità nello story-telling, nel narrare storie misurando le parole e azzeccando i silenzi, le pause. Portare, anche se per pochi minuti, l’essenza di un programma (C’è Posta per Te) sulla principale rete concorrente (e a poche settimane dalla nuova edizione, cosa non da poco in termini di promozione) è un qualcosa che accade raramente e travalica il concetto della semplice ospitata. Non a caso in quel momento, sul piano degli ascolti, si è raggiunto uno dei picchi della serata.

Ma anche in totale l’Auditel ha premiato l’operazione firmata da Panariello e da Giampiero Solari che, avvantaggiata da una concorrenza non particolarmente spietata, ieri sera ha ottenuto 5.811.000 telespettatori (share del 27.46%). E pure sui social lo show ha avuto un buon riscontro. Attenti però a gridare al ritorno del varietà: potrebbe trattarsi solo di un’effimera illusione.

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