Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Il TeleDipendente su BubinoBlog: È arrivata la felicità, bilancio di fine stagione

felicità3Troppo dirompente nel 2008 l’impatto di Tutti Pazzi per Amore nella fiction italiana, perché anche È arrivata la felicità , che ne ricalca visibilmente le orme, possa risultare altrettanto innovativo.

Certo, proprio come il predecessore colpisce per l’approccio semiserio, a tratti favolistico, con cui si raccontano personaggi e situazioni fortemente ispirati alla realtà: un aspetto che lo distanzia dalle altre serie italiane, rendendolo più moderno e appetibile per i telespettatori più giovani.

Ma nel linguaggio e nel soggetto risuona forte l’eco di Tutti Pazzi Per Amore e alla fine il tutto sembra risolversi in un grande déjà-vu. Nonostante traspaia chiaramente il notevole lavoro autoriale che vi è dietro.

È arrivata la felicità è una commedia brillante che come tale vive di contrasti: visioni e suggestioni si accompagnano a situazioni esasperate ma ancorate alla realtà, grazie a evidenti richiami al mondo e alle mode contemporanee di cui sono farcite le sceneggiature. Riferimenti a social network, nail art (la decorazione delle unghie), app come Quiz Cross o a serie di oggi (Downton Abbey) entrano nei dialoghi e nelle trame. 

Credibilità ed esasperazione si equilibrano anche nei tanti personaggi che animano la fiction. Basti pensare a Nunzia, la pittoresca segretaria dello studio di architettura che in poco tempo ha conquistato il pubblico con i suoi modi di fare piuttosto sopra le righe e un carattere d’oro. O a Tony Baby, il suo ex fidanzato appassionato di musica neomelodica. E ancora i genitori hippy di Orlando (Claudio Santamaria), a cui prestano il volto Edwige Fenech e Massimo Wertmuller.

Insomma, soggetti bizzarri che con le loro stravaganze contribuiscono in maniera significativa a dare brio alla narrazione, articolata in diverse storyline che ruotano attorno a questa ennesima famiglia allargata raccontata dalla serialità televisiva.

Ma questa volta ci si apre anche a tematiche sociali di stretta attualità, ancora poco indagate dalla nostra fiction, arrivando a esplorare il mondo della sorella di Angelica (Claudia Pandolfi), una convincente Giulia Bevilacqua, e della sua compagna (Federica De Cola) che aspettano un figlio grazie all’inseminazione artificiale. Una relazione che la madre della ragazza, la brillante Lunetta Savino, fatica ad accettare.

Da sottolineare l’importanza della colonna sonora, che ha avuto un ruolo fondamentale nel rendere ancora più strabiliante la serie.

Nel complesso non sempre i numerosi espedienti narrativi e linguistici di cui è costellata la fiction hanno retto il ritmo, inizialmente eccessivamente frenato probabilmente anche per dare la possibilità al telespettatore di abituarsi a questo minimondo. Poi nel corso delle puntate ha subito una notevole accelerata e la felicità è arrivata, anche per il telespettatore. 

 

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