Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Il TeleDipendente su BubinoBlog: Grande Fratello 14, il bilancio finale

gf4Inizialmente doveva essere il Grande Fratello delle coppie, con la novità dell’ingresso in due. Poi in corsa si è trasformato nel GF dei segreti. Ma in realtà il quattordicesimo è stato sempre e solo il GF delle attese. Quelle che circondavano il reality alla vigilia del debutto, tornato in onda a più di un anno dalla tredicesima edizione, non particolarmente entusiasmante. E ancora quelle attese su cui gli autori hanno fortemente impostato il racconto. Certo non è una novità, ma mai come quest’anno il team creativo capitanato da Andrea Palazzo ha fatto leva sulle aspettative dei telespettatori cavalcando diversi filoni (identità fasulle da scoprire, segreti da nascondere, incontri e scontri tra fidanzati, ex e nuove fiamme) che avrebbero trovato una conclusione, provvisoria o meno, solo il giovedì sera, grazie a meccanismi studiati appositamente per far aumentare la curiosità del pubblico.

È stato così fin dai primi giorni con il triangolo Lidia, Alessandro e Federica, che ha tenuto banco per intere settimane. Prima tutti a chiedersi: chissà come la prenderanno i due ex fidanzati quando scopriranno che sono entrambi concorrenti? Poi ancora: e quando lei scoprirà della simpatia tra lui e Federica? E così via per tutta la durata del programma, anche con il coinvolgimento di alcune persone esterne (Marco e Arianna) o degli stessi concorrenti, come Barbara costretta a reggere il gioco dell’ex Livio anche contro Manfredi, suo nuovo fidanzato conosciuto nella casa.Insomma, piuttosto che aspettare il colpo di scena, il GF lo confeziona a tavolino, ricorrendo ad astrusi meccanismi per creare un infinito gioco di segreti e bugie che dia ritmo al racconto e lo renda, seppur fittiziamente, imprevedibile. A pensarci bene, la finale di questa sera è la miglior esemplificazione di questo schema che ha segnato il GF14. Quante attese le aleggiano intorno, tutte costruite pazientemente nelle ultime settimane: come la prenderanno Rebecca e Livio quando scopriranno di non essere finalisti? E cosa dirà Alessandro quando vedrà tornare in gioco i suoi nemici Federica e Simone, che pensava di aver eliminato? E poi chi sceglierà il romano tra Lidia e Desirée?

Non c’è più solo l’attesa sul nome del vincitore, che di per sé non riuscirebbe a reggere l’intera puntata perché piuttosto prevedibile. Ce ne sono tante in questa finale, a coronamento di quelle che nelle scorse settimane hanno contribuito a incuriosire il pubblico e spiazzare i concorrenti. Così gli autori quest’anno hanno agito sui contenuti, pur senza rinunciare alla base del programma (il racconto delle storie personali dei concorrenti) per cercare di dare nuova luce a un reality che negli ultimi tempi sembra essere in crisi di identità. In parte vittima di aspettative molto alte sul fronte degli ascolti, perché in molti è ancora vivo il ricordo del boom delle prime edizioni. Ma anche di una fisiologica evoluzione del genere televisivo a cui, oltre quindici anni fa, il GF ha dato vita, oggi profondamente modificato nel linguaggio. In questo lasso di tempo infatti il reality puro, la realtà formato tv di cui il GF è storicamente la prima espressione, si è diversificato in molti sottogeneri: reality-game, adventure-game, factual. E oggi, avendo negli occhi molti programmi che potrebbero essere considerati suoi figli, il Grande Fratello sembra essere rimasto un passo indietro. L’effetto è quindi quello di un condensato di altre trasmissioni: per citarne solo alcune, Uomini e Donne con i suoi giochi di coppie, segreti e tentazioni de La Talpa fino a Temptation Island (Desirée era entrata come tentatrice).

Di certo il restyling di quest’anno, abbastanza efficace sul piano dei contenuti grazie anche alla deriva verso il mistery-game, non ha avuto la stessa dirompenza sul fronte degli ascolti. Ma non si può negare che il pubblico sia ancora un po’ interessato al programma, altrimenti avrebbe ottenuto un riscontro Auditel e social molto più basso. Probabilmente c’è bisogno di ripensare il programma ancora più radicalmente, di adattarlo maggiormente ai linguaggi televisivi contemporanei e di rinnovarne anche l’immagine (un cambio alla conduzione, in questo caso, gioverebbe). Anche perché il GF delle attese, comunque superiore alla scorsa edizione per cast e contenuti, non finirà tra poche ore quando il vincitore si lascerà alle spalle la porta rossa. L’attesa più grande ora è tutta per il destino del programma: ritornerà ancora nei prossimi anni oppure questa sera bisognerà dire addio per sempre a un pezzo comunque importante della storia della televisione?

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