Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Sanremo 2016: il talent-show indossa lo smoking e va all’Ariston

sanremo

C’era bisogno di Paolo Bonolis, dopo otto edizioni di Amici e una di X Factor, perché a Sanremo arrivassero i primi frutti dei talent-show, un genere che fino ad allora critica e mercato discografico guardavano con scetticismo.

Era il 2009 e a vincere, sotto gli occhi della sua madrina televisiva Maria De Filippi, fu Marco Carta, primo vincitore di un talent a partecipare all’importante kermesse. Ovvio, dissero in molti, è avvantaggiato al televoto. Da allora fu un tripudio di vittorie legate ad artisti lanciati da quei programmi televisivi: Valerio Scanu, Emma, Marco Mengoni, Il Volo. Senza citare chi ha sfiorato il trionfo senza riuscire a raggiungerlo, come Annalisa, Noemi, Lorenzo Fragola, Dear Jack e Pierdavide Carone che si presentò con Lucio Dalla.

Sette anni in cui Sanremo ha guardato ai talent-show così come loro hanno guardato a Sanremo, se si considerano Arisa, Elio, Enrico Ruggeri, Francesco Renga,  che devono la loro popolarità anche al Festival e si sono ritrovati, qualche anno dopo, nella giuria di X Factor o di Amici. E ora per il Festival 2016, i cui partecipanti sono stati resi noti oggi a L’Arena dal conduttore e direttore artistico Carlo Conti, questo connubio ha raggiunto l’apoteosi. Deborah Iurato, vincitrice di Amici 13, in coppia con Giovanni Caccamo (ex X Factor e vincitore tra i giovani del Festival lo scorso anno) si ritrova contro Alessio Bernabei, l’ex frontman dei Dear Jack, con cui ha lottato nel talent-show di Maria De Filippi. Ed entrambi sfidano l’ex band di Bernabei, con un nuovo frontman, Leiner Riflessi (X Factor 2014). Noemi questa volta all’Ariston trova Morgan (con i Bluvertigo), il suo coach nell’X Factor 2009 che la lanciò. E sempre da X Factor arrivano Lorenzo Fragola e Francesca Michielin, vincitori nel 2014 e nel 2012.

Hanno poi in comune con Morgan un posto in giuria nel talent-show di SkyUno anche Enrico Ruggeri, Elio e Arisa. Mentre dalla scuola di Amici come la Iurato, Bernabei e i Dear Jack, provengono Valerio Scanu (fresco vincitore del Tale e Quale di Carlo Conti) e Annalisa. Anche Dolcenera, nonostante una vittoria a Sanremo Giovani nel 2003, deve parte della sua grande popolarità al reality-show Music Farm che vinse nel 2005.

Tra i venti big che andranno a Sanremo anche i due giovani rapper Rocco Hunt e Clementino. E ancora Irene Fornaciari, Neffa e gli Zero Assoluto, nell’ottica di intercettare i gusti musicali più disparati. Nella lista dei ritorni eccellenti, in cui si possono annoverare anche i già citati Bluvertigo (con Morgan), Elio con le sue Storie Tese e Ruggeri (già nell’ultima edizione de I Migliori Anni con Conti), ci sono poi gli Stadio e Patty Pravo, la “ragazza del Piper” che festeggia così i suoi cinquant’anni di carriera.

Bisognerà ascoltare le canzoni (sono quelle a fare la differenza) e conoscerne i nomi degli autori, ma dalla lista dei partecipanti si può già intuire che questo Festival strizzi particolarmente l’occhio alla televisione e a un pubblico piuttosto giovane, cultore di talent-show, senza però rinunciare a quei telespettatori un po’ snob, amanti di generi musicali più eclettici e di artisti trasversali quali Elio o Morgan.

Certo, un cast così influenzato dai talent-show fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Ma forse è l’unico modo che resta a Sanremo per sopravvivere, vista la fuga di massa dall’Ariston dei “mostri sacri” della musica italiana che, dopo aver conquistato l’Italia e riscosso successo all’estero, difficilmente tornano in gara su quel palco che, in molti casi, li ha lanciati. Probabilmente però la formula Conti lo scorso anno ha funzionato anche per questo suo essere così “tele-pop”. E quest’anno si tenta di fare il bis spingendo ancor di più l’acceleratore verso quella direzione.

Ma ora che il Festival attinge così largamente dai talent-show, questi sembrano guardare piuttosto da un’altra parte, all’esportazione del talento, sfornando concorrenti più aperti rispetto al passato a inediti in inglese e a generi distanti dal pop nostrano o comunque di maggior successo all’estero. Basti pensare ai The Kolors o agli Urban Strangers, per citare due esempi. Che ad andare a Sanremo, stando ad alcune loro dichiarazioni, non sembrano poi essere così interessati. Di certo quest’anno non li troveremo sul palco dell’Ariston. E forse neanche mai in futuro.

 

 

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