Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

I Misteri di Laura: bilancio di fine stagione

i-misteri-di-laura-prima-puntataOtto settimane di misteri per Laura, l’esuberante mamma-detective di Canale 5 interpretata da Carlotta Natoli. Tutti risolti meno uno: perché una fiction di potenziale successo, in perfetta linea con alcune delle serie giallo-rosa più seguite degli ultimi anni (Don Matteo, Provaci Ancora prof! per citarne due) è stata accolta così freddamente dal pubblico?

Eppure complessivamente la fiction, a parte qualche limite nelle sceneggiature, sembrava avere tutte le carte in regola per sfondare. A partire da una protagonista in cui il pubblico femminile può identificarsi molto facilmente: d’altronde quante donne oggi si barcamenano quotidianamente tra il lavoro da portare avanti e i figli da gestire cercando di non diventare pazze? La Natoli poi interpreta Laura con grande naturalezza, dandole quella credibilità fondamentale per far affezionare il telespettatore. Certo, probabilmente non saranno tutte detective e non avranno un ex marito come capo o un aitante collega come amante, ma quale telespettatrice non sogna una vita così turbolenta, almeno sul piano sentimentale, quanto quella di Laura?

A pensarci bene è lo stesso meccanismo di Provaci Ancora Prof!, che dopo dieci anni su RaiUno ottiene ancora grandi ascolti. Cambiano i personaggi, le professioni e in parte il contorno, ma le dinamiche di base sono le stesse. E i due prodotti, oltre a condividere quella leggerezza di fondo che piace al pubblico della generalista, si equivalgono anche sul piano mistery, perché Laura come la Prof si affida molto all’intuito e poco alla scientifica per risolvere i casi su cui deve investigare. Solo che nella fiction di Canale 5 il metodo di indagine anti-Csi, basato su fiuto e capacità di garantirsi la fiducia ealle persone coinvolte per ottenere le giuste informazioni, quello che ha fatto la fortuna di Sherlock Holmes e Miss Marple per intenderci, è ancora più accentuato e avrebbe potuto diventarne il vero punto di forza. Come nell’originale Los Misterios De Laura, la serie spagnola da cui è tratta.

Cosa allora non ha funzionato? Qualche intoppo nella sceneggiatura, che talvolta si è adagiata troppo a lungo su alcune piccole gag appesantendo la narrazione, non giustifica gli ascolti bassi e il difficile percorso che la serie ha affrontato in queste settimane tra una programmazione ballerina e il rischio di essere spostata su Rete4. Forse molto più semplicemente è una questione d’identità di rete: la commedia giallo-rosa (il genere de I Misteri di Laura) funziona di certo in Rai, ma non si può dire lo stesso di Canale 5, che da anni ha abituato i telespettatori a serie più drammatiche e d’azione, in particolare melò o polizieschi, e a family-comedy.

Non a caso I Misteri di Laura, come annunciato durante la presentazione, segnava proprio il ritorno della fiction Mediaset a quel genere giallo-rosa abbandonato qualche anno fa. Ma, stando ai dati, l’operazione non ha avuto grande successo.

Purtroppo non potremo mai sapere se su RaiUno la serie con Carlotta Natoli avrebbe ottenuto un riscontro maggiore. Questo mistero resterà irrisolto. Ma chiederselo è lecito. Perché a volte è solo questione di trovarsi al posto giusto, nel momento giusto: forse in questo caso sulla rete adatta, nella collocazione più appropriata.

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