Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

L’analisi. Grande Fratello, salta la versione vip: l’esempio spagnolo per sopravvivere

granNiente Grande Fratello Vip. Gli ascolti poco confortanti dell’edizione classica tuttora in corso, stando a quanto anticipato dal blog DavideMaggio, hanno stoppato il progetto di una versione celebrity del reality. Che però sembra non essere abbandonato, ma solamente congelato per essere ripreso più avanti, magari nella prossima stagione tv, meglio se con autori nuovi e idee fresche.

La scelta dei dirigenti di Canale 5 sembra quella di voler tutelare il prodotto, dal momento che il traino di questa edizione forse non avrebbe giovato allo spin-off, sicuramente più atteso del fratello maggiore essendo comunque una novità. Via dunque alla seconda Isola dei Famosi targata Mediaset con la conferma, al completo, della squadra che lo scorso anno dimostrò di saper rinverdire un format che in molti, alla partenza, davano per morto.

Proprio come sta accadendo in queste settimane (e oggi in particolare) con il Grande Fratello. Certamente di errori ne sono stati fatti quest’anno. Il cambio di conduzione sostenuto da molti avrebbe certamente giovato ma non è quello il problema principale. Basta andare in Spagna, dove il reality è alla sua sedicesima edizione con buonissimi ascolti, per accorgersi di come il restyling di un programma debba partire dalle fondamenta e dal suo motivo d’esistere.

Una trasmissione deve avere una ragione d’essere e una propria identità che sia chiara e percepibile dal telespettatore. Se quella dell’Isola, la lotta per la sopravvivenza, regge ancora, quella del GF, l’esperimento sociale, no (lo scrivevo anche qui). Per il pubblico il GF è diventato un programma che non ha più niente da dire. E questo perché ogni edizione, almeno alla partenza, sembra essere uguale all’altra, dove concorrenti con gli ormoni alle stelle bivaccano per tre mesi sotto gli occhi delle telecamere.

In Spagna invece, dove la conduttrice è da anni la stessa (Mercedes Milà) e i concorrenti sono più pittoreschi, ogni edizione è una realtà a sé, con una presentazione diversa e netta e regole di gioco nuove: se lo scorso è stato l’anno delle coppie (novità malamente cavalcata dagli autori italiani), questo invece è quello delle false apparenze. Il meccanismo dei segreti non è un elemento accessorio da inserire in corsa per animare le dinamiche come accade da noi, ma è il punto di partenza: ogni gieffino spagnolo infatti è entrato nella Casa fin da subito con un proprio segreto da custodire (l’idea arriva in realtà dal reality francese Secret Story). Se gli scappa perde 100mila euro dal montepremi finale, se invece viene scoperto ha una penalizzazione nelle nomination.

Amori, liti, sorprese e quant’altro, per quanto portino a scene più trash che in Italia, là sono solo un elemento di contorno. Centrale invece è il gioco. E anche la diretta è più dinamica: c’è meno studio, più live. E una conduzione a due, Mercedes e il Super, una voce esterna che in prima serata interagisce direttamente coi ragazzi (si sostituisce alla conduttrice nelle nomination, dà loro informazioni importanti) sveltendo di molto le gra2comunicazioni. Insomma tutto ha più ritmo rispetto all’edizione italiana.

E poi ci sono le idee più strampalate e la capacità di renderle credibili, come quella di far entrare un concorrente invisibile (di cui i primi giorni si è sentita solo la voce). Insomma, il Gran Hermano, che piaccia o meno, ha una propria
personalità: dietro c’è una struttura solida, idee e contenuti che vanno oltre l’immagine che noi abbiamo del nostro GF. In Italia siamo rimasti fermi al puro reality show, come quindici anni fa: loro invece, con la formula del reality-game, fanno ascolti, con tre prime-time (quest’anno se ne è aggiunto un altro) a settimana dedicati alla trasmissione. Lo stesso vale per Gran Hermano Vip e Supervivientes, la versione iberica dell’isola. Tutti, tra l’altro, trasmessi da Mediaset España.

Insomma, anche il nostro Grande Fratello potrebbe sopravvivere se gli autori riuscissero a capire che il programma ha bisogno di essere ripensato completamente, fin dalle fondamenta. Che è necessario un cambio d’immagine. Che essere interattivi e social va bene, ma non basta. Che ci vogliono idee nuove, fresche, di impatto. E che a volte, per aver successo, bisogna tentare, avere coraggio, aprirsi nuove strade senza fermarsi né appoggiarsi sugli ascolti che, appena possono, ti voltano le spalle.

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Un commento su “L’analisi. Grande Fratello, salta la versione vip: l’esempio spagnolo per sopravvivere

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