Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Questo è il mio paese: la recensione

annaImpegno civile, figure femminili forti e coraggiose, buoni sentimenti. E in primo piano la lotta contro le ingiustizie che in tv, diversamente dalla realtà, porta quasi sempre a un lieto fine. Questo è il mio Paese, come la maggior parte delle fiction Rai, strizza palesemente l’occhio al pubblico femminile, maggior fruitore di questo genere televisivo.

Per farlo recupera tutti quegli elementi su cui da anni si basa il successo della serialità della tv pubblica. Quella di Anna, interpretata efficacemente da Violante Placido, è infatti una storia di passioni, di sacrificio, di coraggio. E di scelte, professionali e di cuore, le cui conseguenze inevitabilmente andranno a colpire gli affetti più cari, la famiglia su tutti. Insomma una storia ad alto impatto emotivo, come richiede il pubblico.

Anna: donna, moglie, mamma e pure sindaco. Che deve difendersi dalle infiltrazioni mafiose nel Comune che deve dirigere: un elemento in più che la rende ancora più meritevole d’attenzione agli occhi dei telespettatori. Fanno da contorno ambientazioni suggestive e paesaggi mozzafiato in cui la regia di Michele Soavi si immerge, coadiuvata da una buona fotografia.

A livello di scrittura è evidente il tentativo di intercettare i diversi gusti del pubblico sia miscelando più generi (si va dal dramma sociale al sentimentale passando per il mistery) sia affidandosi a personaggi di più età che possano con le loro vicende creare empatia nei telespettatori loro coetanei. In particolare si punta sui tre figli di Anna per ringiovanire il target, mission a cui la Rai sembra essere particolarmente attenta dopo il successo di Braccialetti Rossi: la maggiore prossima alla maturità e innamorata del ragazzo sbagliato, il ragazzo adolescente che inizialmente fatica integrarsi e la bambina più piccola, ancora spensierata e lontana dai problemi della vita.

Su tutto prevale quasi sempre la componente emotivo-sentimentale, a tratti talmente eccessiva da rischiare di soffocare il resto. Dunque chi in questa storia (anche di mafia) cerca l’azione, non ne troverà molta, perché lo scontro tra giustizia e crimine avviene prevalentemente sul piano ideologico.

Insomma, si sarebbe potuto azzardare di più. Ma pur non presentando niente di nuovo, né di particolarmente forte, Questo è il mio paese il suo lavoro lo fa. E gli ascolti, già molto buoni dopo le prime puntate, probabilmente cresceranno. Perché il pubblico, in particolare quello femminile, vi può trovare tutti gli elementi che cerca in una storia del genere, quelli che gli servono per appassionarsi ad Anna, alle sue lotte e alle difficili scelte che lei e gli altri personaggi dovranno affrontare, soprattutto quelle del cuore.

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Un commento su “Questo è il mio paese: la recensione

  1. Cultura En El Giner
    giugno 4, 2016

    Perchè gli italiani vogliono essere dependenti dell’inglese? Perchè usano parole come “fiction” o mistery, che in inglese provengono del latino? Non hanno una parola italiana? Non capisco, come studentessa ed amante del italiano, che lascino inondare la vostra lingua con queste tipo de parole.

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