Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Monte Bianco: la recensione

monteIl gioco sembra sovrastare l’avventura nella prima puntata di Monte Bianco, il nuovo programma di RaiDue in partenza ieri sera. Portare la montagna in televisione: questo l’obiettivo del primo adventure game tutto italiano. Un’ardua impresa, quasi come scalare il Monte Bianco appunto. E infatti, come prevedibile, il linguaggio tecnico dell’alpinismo non si è rivelato poi così immediato: c’è bisogno di più tempo per arrivare al telespettatore.

Ma il problema principale di Monte Bianco è nella povertà di ingredienti a disposizione: una volta sdoganati paesaggi mozzafiato e altezze vertiginose, restano solo il cast e il gioco su cui costruire la narrazione. Non ci sono altre culture con cui confrontarsi, né nuovi luoghi da esplorare. E il racconto finisce per esaurirsi molto presto, rischiando di rimanere incastrato in una serie di prove a ripetizione, tutte più o meno simili tra loro e televisivamente piuttosto deboli (il game appunto), mentre il pathos fatica ad uscire, anche a causa di qualche ingenuità nel montaggio e nella scrittura.

Di certo nelle prossime puntate non aiuterà in questo senso l’assenza di Arisa, eliminata al termine della prima puntata: la concorrente forse meno adatta alla montagna ma la più capace nel creare e trasmettere empatia. Era lei infatti l’unica sorpresa del cast, indebolito anche da un’eccessiva banalità nel rappresentare ogni concorrente: Filippo Facci l’irriverente, Dayane Mello la sofisticata, Enzo Salvi il simpaticone. Tutti insomma, come li abbiamo già visti in altri programmi, senza che il reality, almeno per ora, riesca ad aggiungere nulla di nuovo alla loro immagine.

Misurata la conduzione di Caterina Balivo, il cui ruolo sembra perdere valore a causa dell’utilizzo di un’ulteriore voce narrante maschile fuori campo. Anche se il racconto non sembra aver bisogno di due distinte narrazioni. Di certo, a differenza di quanto temuto dal Club Alpino Italiano, il programma non sminuisce affatto l’alpinismo. Anzi evidenziando problemi, paure e difficoltà degli aspiranti scalatori con molta serietà, si priva in larga parte di una componente ironica che non guasterebbe affatto, trattandosi comunque di televisione.

Insomma, qualcosa da aggiustare c’è, nella confezione e nel meccanismo. Ma è comunque apprezzabile la linea di RaiDue di continuare a puntare, dopo Pechino Express, su questi prodotti che all’esigenza di intrattenere uniscono quella di documentare realtà che altrimenti difficilmente troverebbero spazio in televisione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: