Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Bake Off Italia 2015, recensione: la vera sfida è puntare al ribasso

bake-off-italia-2015-eliminato-antonio-599x300L’alta pasticceria a portata di tutti: grandi e piccoli. Un’illusoria sensazione che Bake Off Italia riesce a ricreare con grande successo. Come faceva Masterchef nelle prime edizioni, prima che spostasse l’attenzione quasi esclusivamente sulla competizione.

Rispetto agli altri coking-talent show, il programma di Real Time si distingue per l’atmosfera quasi familiare. È comunque una gara ma per i concorrenti è prima di tutto una sfida con se stessi e con i propri limiti, poi con i rivali. Il livello di difficoltà delle prove aumenta esponenzialmente ogni settimana: il pubblico ha modo di vedere dolci sempre più elaborati, con difficoltà raccontate come fossero ostacoli insormontabili. Poi i pasticceri amatoriali devono riprodurli, riuscendoci quasi sempre anche se non proprio alla perfezione.

E qui la telecamera, pur senza dimenticarsi di rivalità o antipatie, indugia soprattutto sui problemi che i concorrenti incontrano nella preparazione dei dolci, sui loro cedimenti psicologici, le corse per finire in tempo. Più che l’ambizione o la voglia di primeggiare, escono le debolezze di ciascuno di loro. E questo taglio dato dagli autori, evidente anche nell’elegante severità dei giudizi di Ernst Knam e Clelia D’Onofrio e nel ruolo di supporter di Benedetta Parodi, contribuisce ad avvicinare di molto i pasticceri amatoriali ai telespettatori.

Scatta quindi più facilmente il meccanismo di identificazione per tutti quelli appassionati di dolci e cake design che da casa seguono il programma e magari provano poi a riprodurre le torte viste in tv anche seguendo i suggerimenti dei giudici, mentre quelli meno appassionati invece godono della meraviglia nel vedere i concorrenti riuscire a portare a termine prove che per loro sarebbe impensabile anche solo cominciare.

Forse non è quindi come scrive qualcuno in rete che quest’anno il livello degli aspiranti pasticceri è inferiore alla media delle altre edizioni. Semplicemente puntare al ribasso e non al rialzo, dipingere i partecipanti nei loro limiti e nelle debolezze piuttosto che nei pregi, fa solo parte del grande gioco della televisione.

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Un commento su “Bake Off Italia 2015, recensione: la vera sfida è puntare al ribasso

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