Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

I Misteri di Laura: la recensione

imagesCome se non ce ne fossero già abbastanza dentro e fuori dalla televisione, dalla scorsa settimana sono arrivati nuovi misteri nel martedì sera di Canale 5. Quelli di Laura Moretti, commissario esuberante della omicidi di Torino, ex moglie (il marito traditore ora è il suo capo) e mamma. Anzi tris-mamma, di due pestiferi gemelli e di un’adolescente che, a discapito del suo nome, è tutt’altro che allegra. Insomma, non sembra di certo spiccare per originalità I Misteri di Laura, almeno nel soggetto.

La serie, ennesima commedia giallo-rosa della tv generalista, si regge quasi totalmente sul personaggio di Laura, investigatrice sui generis. Sbadata, distratta, pasticciona, non è la solita detective grintosa, determinata e sicura di sé rappresentata in altre serie. Eppure Laura riesce a passare con disinvoltura dall’omicidio di un noto industriale alla morte del pesciolino dei figli, senza dimenticare la scuola, i compiti, i problemi di tutti i giorni, a volte saltando pure il pranzo.

Quei difetti, il suo essere una mamma imperfetta e pure single rappresentano un valore aggiunto per il personaggio, perché la rendono simpatica agli occhi dei telespettatori, di certo più di una freddina investigatrice qualunque in stile Wonder Woman. E permettono al pubblico femminile di identificarsi molto più facilmente in lei e nei suoi problemi.

In più Laura è dotata di un intuito infallibile, che, insieme a una spiccata attenzione per i dettagli, le consente di risolvere i casi di cui si deve occupare. C’è quindi un ritorno all’investigazione classica, anteriore a CSI e serie simili, quella per intenderci che anima i gialli di Agatha Christie e che è piacevole riscoprire nella televisione di oggi dove per gran parte della giornata si parla solo di Dna e analisi scientifiche. Un aspetto che aiuta anche a dare un’identità alla fiction, facilmente accostabile per contenuti, scrittura e linguaggio ad altri prodotti simili.

Carlotta Natoli riesce brillantemente a rendere le diverse sfaccettature di Laura con la sua interpretazione. Efficaci Fatima Trotta nel ruolo della tata svitata e giocherellona e Daniele Pecci, imbruttito per l’occasione, nei panni dell’ispettore coatto e sciupafemmine. Bello infine ritrovare dopo anni Gianmarco Tognazzi in un ruolo comico, quello dell’ex marito traditore. Perché in fiction del genere le corna non mancano mai.

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Un commento su “I Misteri di Laura: la recensione

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