Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Pechino Express 2015: la recensione finale

pechino-express-2015-coppieEdizione di cambiamenti questa per Pechino Express. Alcuni più evidenti, come il passaggio di continente, dall’Asia al Sud America. Altri meno, perché legati allo spirito del programma e forse nascosti, almeno inizialmente, anche agli autori stessi.

Per un reality che da sempre punta il suo successo sulla stravaganza di alcuni concorrenti, fonti di ispirazione per imitazioni più o meno riuscite, non si può dire che quest’anno sia andata bene. O almeno, nonostante un cast piuttosto promettente, nessun viaggiatore sembra essere riuscito a concentrare l’attenzione di un numero di fan così notevole da potersi garantire un lancio, come accaduto nel 2013 alla marchesa Daniela Del Secco d’Aragona. Oppure un rilancio per i partecipanti vip: è il caso della cougar Eva Grimaldi (edizione 2014), la cui ospitata quest’anno ha entusiasmato i socialnauti.

Anche di questo viaggio qualcosa comunque resterà. E non solo la neocoppia Yari Carrisi – Naike Rivelli, i battibecchi tra Fariba, forse unica rivelazione di questa annata, e la figlia Giulia o l’ironia pungente di Pinna. Ma anche il profondo legame tra Scialpi e il compagno (ora suo marito) e soprattutto la commozione di Yari nel ricordare, al momento della sua eliminazione, la sorella Ylenia, che aveva viaggiato in quegli stessi luoghi.

Resta comunque che, contrariamente alle passate edizioni, nessun personaggio quest’anno si è rivelato particolarmente forte. Nonostante ciò (o forse proprio per questo) Pechino Express ne è uscito comunque in ottima forma, dimostrando di essere un programma solido. Infatti, pur avendo sempre bisogno di un cast frizzante, proprio come ogni altro reality, ora però può permettersi di non puntare più solo sui concorrenti (e qui sta il cambiamento di cui si parlava all’inizio), perché negli anni (e in questa edizione è evidente) ha maturato un linguaggio e una capacità di racconto davvero efficaci, riuscendo a trovare sempre più equilibrio tra l’esigenza di intrattenere il telespettatore (sfruttando anche giochi e prove per ridicolizzare i viaggiatori) e quella di documentare le realtà dei luoghi visitati in ogni puntata. Il tutto senza prendersi troppo sul serio e con quella leggerezza che, seppur qualche volta sconfina nel trash, non rischia mai di annoiare il pubblico.

Che quest’anno, anche grazie alla sempre più significativa presenza sui social, ha confermato la sua fiducia nell’adventure-game, come testimoniano gli ascolti: una media di 2.320.000 telespettatori (e il 9,84% di share) nelle prime nove puntate contro i 2.214.500 (9,20%) del 2014. Ad ora, questa è l’edizione più seguita delle quattro trasmesse su RaiDue. Numeri che fanno presagire la realizzazione della quinta edizione nel 2016. Chissà dove.

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