Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Squadra Antimafia 7, l’analisi: il mito del giustiziere e due possibili colpi di scena

cantalupo-tempofoscoSete di vendetta. Potrebbe essere il sottotitolo perfetto per questa settima stagione di Squadra Antimafia, alla luce della deriva presa nelle ultime puntate. Fuori Veronica e Lara Colombo, si riparte da Anna Cantalupo (Daniela Marra) e Domenico Calcaterra (Marco Bocci), integerrimi poliziotti che, in risposta alle ingiustizie della vita, si sono trasformati in solitari killer spietati, senza etica né controllo. Se a muovere la Cantalupo è l’omicidio del marito e la conseguente perdita del figlio, non è chiaro invece quanto il cambiamento di Calcaterra sia dovuto a un trauma dettato dal coma in cui è caduto dopo essere stato ferito nella prima puntata.

Di certo per entrambi vale il leit-motiv di Squadra Antimafia, che da sempre gioca su una caratterizzazione indefinita dei personaggi principali: non esistono buoni o cattivi, esistono solo le emozioni personali e la libertà di compiere scelte e azioni, in virtù delle quali gli agenti della Duomo sono disposti a non seguire le regole che la divisa impone loro pur di salvaguardare i propri sentimenti. È stato così per Claudia Mares (Simona Cavallari) e Ivan Di Meo (Claudio Gioé), quando lui era considerato un traditore al soldo della mafia. E ancora per lo stesso Calcaterra e Rosy Abate (Giulia Michelini). O per Sandro Pietrangeli (Giordano De Plano) che nella terza stagione rubò per aiutare la vedova del boss di cui si era invaghito e per Lara Colombo (Ana Caterina Morariu), costantemente divisa tra affetti familiari, la spietata sorella mafiosa, e il senso del dovere.

Ma anche per i cattivi vale lo stesso principio. Basta pensare a De Silva (Paolo Pierobon), spietato antagonista, che in alcuni casi si è reso protagonista di buone azioni, a volte motivate da interessi personali e altre no, come quando ha salvato la vita a Calcaterra o alla pm Ada Ferretti (Marta Zoffoli).

Poliziotti e mafiosi sì, ma prima di tutto uomini e donne, dipinti così perché il pubblico possa più facilmente identificarsi. Anche se già dalla scorsa stagione questi cambiamenti di carattere forse troppo repentini fanno storcere il naso a qualcuno minando la credibilità del racconto.

Intanto questa sera Calcaterra si reca in Marocco dove la pm Ferretti è fuggita con la figlia, grazie all’aiuto di De Silva. Uno snodo narrativo importante che potrebbe riservare diverse sorprese al pubblico. Qualcuno in rete sostiene infatti che Calcaterra lì potrebbe trovare anche Leonardo, il figlio di Rosy, ancora vivo e salvato proprio da De Silva che, non a caso, uccidendo Veronica Colombo aveva lasciato intendere ironicamente: “Saluti da Leonardino Abate”. Ma non solo: anche Rosy, misteriosamente fuggita dal convento, potrebbe aver raggiunto il bimbo. Si prospetterebbe così un lieto fine per i fan della coppia.

Oppure gli autori potrebbero avere in serbo per i telespettatori un’importante rivelazione che spiegherebbe il legame tra l’ex agente dei servizi segreti e la Ferretti, nonché il suo interesse nel salvarle la vita: che sia lui il padre di Sara (Selene Capitanucci), l’unica figlia che la donna ha da sempre cresciuto da sola? D’altronde De Silva e la pm si conoscevano già dai tempi di Crisalide. E in Squadra Antimafia, si sa, è davvero tutto possibile.

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