Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

L’analisi. Pechino Express 2015 sale in cattedra: è il social-reality, bellezza!

pekinoSempre più vicini alla meta finale! Pechino Express taglia stasera l’ottava delle dieci tappe previste, l’ultima in Perù. Cinque le coppie rimaste in gara: gli #espatriati Pasquale Caprino – in arte Son Pascal – e Christian Bachini – in arte Kang, gli #antipodi ovvero Andrea Pinna e Roberto Bertolini, le #persiane GiuliaSalemi e la madre Fariba, le #professoresse Eleonora Cortini e Laura Forgia e gli #artisti Paola Barale e Piero Filoni. E un personaggio misterioso, tale Luigi (in realtà il pallavolista Gigi Mastrangelo) che, come da nuovo regolamento, fungerà da zavorra per gli #artisti, ultimi arrivati la scorsa settimana.

Mai come quest’anno è evidente che Pechino Express, contrariamente alle prime due edizioni, dalla scorsa ha progressivamente puntato sempre più verso il game per ravvivare il viaggio dei concorrenti e superare la formula di partenza che, riproposta a iosa, avrebbe potuto risultare pesante e annoiare il pubblico. Così anche i nervi dei viaggiatori vengono ulteriormente messi a dura prova: ne beneficia lo spettacolo ma anche il popolo della rete, avido di commenti al vetriolo e prese in giro nei confronti dei partecipanti. Ecco quindi il proliferare di prove intermedie, giochi e sfide sempre più stressanti che, ogni settimana, occupano gran parte del racconto arrivando quasi a prevalere su quegli aspetti più reality che fin dall’inizio sono stati i capisaldi del programma: l’autostop, la ricerca di un alloggio, l’interazione con gli abitanti del luogo.

Assaggio di bizzarri piatti tipici, il karaoke in lingua locale, inusuali concorsi di bellezza, danze peruviane in piazza per elemosinarsi da vivere, risoluzione di operazioni matematiche, cuscinate fino alla naked-run, la corsa nudi della quinta puntata: prove per ridicolizzare i concorrenti e metterne in luce le debolezze scatenando così l’ilarità del popolo social, garanzia per il programma di un buon seguito, soprattutto tra i giovani. Allo stesso modo anche la scelta di Giancarlo Magalli come guest-star o il ritorno di Eva Grimaldi, rivelazione della scorsa edizione, sono ad uso e consumo del popolo della rete che osannandoli ha regalato loro una nuova popolarità web, sempre più legata a quella televisiva.

È la nuova era del social-reality: solo così oggi possono vivere e funzionare programmi di quel genere. Taglio sarcastico (gli interventi di Costantino vanno in questo senso), montaggio dinamico, ritmo veloce, ironia nel presentare situazioni e personaggi, spettacolarizzazione di emozioni e reazioni dei concorrenti, soprattutto quando sono sotto stress o in condizioni di disagio: non c’è più bisogno di Mai dire Reality o dei commenti della Gialappa’s Band, perché ora è tutto sui social, affidato alla goliardia degli utenti più creativi, acidi, pungenti. E Pechino Express, più di tutti, sembra averlo capito davvero bene.

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2 commenti su “L’analisi. Pechino Express 2015 sale in cattedra: è il social-reality, bellezza!

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