Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

È arrivata la felicità: la recensione

felicità1L’impatto è meno dirompente di quanto ci si possa aspettare, perché nel soggetto, nel linguaggio, nei dialoghi risuona forte l’eco di Tutti Pazzi per Amore, serie musicale del 2008 firmata dallo stesso trio autoriale (Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Stefano Bises). È arrivata la felicità racconta infatti con lo stesso approccio semi-serio, a tratti quasi favolistico, l’incontro-scontro tra Orlando, nevrotico architetto abbandonato dalla moglie, e Angelica, vedova sognatrice in procinto di risposarsi. Tra i due, complice un tango, nascerà una importante storia d’amore che finirà per coinvolgere i rispettivi figli, gli amici e le famiglie d’origine.

Dopo i Martini, i Cesaroni e i Giorgi è l’ora dei Mieli, nuova famiglia allargata della fiction italiana. Un minimondo di personaggi e situazioni esasperate, come richiede il genere, che gli autori hanno ancorato alla realtà contemporanea farcendo le sceneggiature di continui riferimenti sulle mode di oggi: dai social network alla nail art, l’arte di decorazione delle unghie, fino alle app (Quiz Cross compresa) e Downton Abbey. Persino Umberco Eco viene citato in un dialogo.

E in virtù di un tema, quello della famiglia allargata, già ampiamente esplorato dalla serialità italiana e internazionale, ce n’è un altro tanto delicato quanto attuale su cui gli autori hanno voluto coraggiosamente puntare. La sorella di Angelica, una convincente Giulia Bevilacqua, e la sua compagna (Federica De Cola) infatti aspettano un figlio grazie all’inseminazione artificiale: qualcosa che i genitori, interpretati da Ninetto Davoli e Lunetta Savino, faticano ad accettare. Unioni civili e adozioni a coppie dello stesso sesso, temi molto discussi in Parlamento e nei talk-show televisivi, per la prima volta, grazie a Ivan Cotroneo, vengono inseriti in una fiction e trattati in profondità, con estrema naturalezza.

Ma in È arrivata la felicità i toni della commedia faticano a reggere il ritmo del racconto. Nonostante i numerosi espedienti funzionali a rendere la narrazione innovativa e brillante e a trasportare lo spettatore nella realtà quasi fiabesca in cui si muovono i protagonisti (gag con lettura del labiale, la stretta di mano con previsione sul futuro, allucinazioni e apparizioni improvvise), molto simile a quella di Tutti Pazzi per Amore, il racconto sembra procedere piuttosto a rilento, quasi frenato. Non ci sono infatti, almeno in questa prima puntata, grandi sconvolgimenti nelle trame, né dirompenti colpi di scena: lo spettatore riesce così a entrare nella storia di Angelica e Orlando ma abbastanza lentamente e forse senza esserne conquistato più di tanto.

Insomma, da questi primi episodi la felicità sembra sì arrivare, ma per ora solo a tratti. Urge qualche spinta sull’acceleratore per la prossima puntata.

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4 commenti su “È arrivata la felicità: la recensione

  1. sarahmaria76
    ottobre 15, 2015

    Sono d’ accordo con te, la felecità fatica ad arrivare, diamogli tempo… 😉

  2. Fra Diavolo
    dicembre 7, 2015

    Quando si dice un commento ideologico! E per di più definito tale dallo stesso recensore. Infatti scrive che il tema delle «**Unioni civili e adozioni a coppie dello stesso sesso**, temi molto discussi in Parlamento e nei talk-show televisivi, per la prima volta, grazie a Ivan Cotroneo, vengono inseriti in una fiction e trattati in profondità, con estrema naturalezza.»

     Il commento è ideologico perché fornisce un esplicito sostegno ad una tra le possibili scelte politiche ancora aperte sull’argomento. Il falso concetto di “naturalezza” è del tutto mistificante perché la presenta la soluzione offerta come “ovvia” e “incontrovertibile”. Mentre è legittimo che gli autori presentino una storia molto sbilanciata nei confronti della discussione politica in atto (è una forma di libertà d’espressione), non lo è altrettanto una critica favorevole solo perché la storia corrisponde ai pregiudizi del recensore, mentre questi dovrebbe limitarsi ai pregi estetici, di linguaggio, ecc. Ad esempio, al sottoscritto la storia è piaciuta moltissimo, pur rimanendo fermamente convinto che l’introduzione nella nostra legislazione delle unioni civili e dell’adozione a coppie dello stesso costituirebbe un grave danno sociale.

     P.S. Mi auguro che non si voglia inoltrare in una pendantissima analisi semantica dello scritto per affermare che non ci fosse nessuna approvazione di quella particoalre scelta politica.

    P.P.S. Non so se sto duplicando il commento, ma non ho capito se il sistema l’ha “succhiato”

    • ilteledipendente
      dicembre 7, 2015

      Questione di analisi. “Con estrema naturalezza” si riferisce al modo con cui il tema viene trattato nella fiction cioè senza enfatizzazioni né esasperazioni e neanche in maniera edulcorata. Se avessi voluto fare un blog di politica ed esprimere un parere personale in merito, lo avrei fatto. Ma questo parla solo di tv, è un blog e non è verità assoluta. Grazie comunque dell’osservazione

      • ilteledipendente
        dicembre 8, 2015

        Trovo inoltre apprezzabile che la fiction italiana esplori temi molto attuali e discussi, un po’ come quella americana. Non credo che la recensione sia sbilanciata semplicemente per aver sottolineato questo!

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