Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Il contadino cerca moglie: la recensione

contadinoIl contadino cerca moglie…e il pubblico trova leggerezza. Non sarà il programma dell’anno, ma il taglio scanzonato dato al reality show di Fox Life è quello giusto. Doppi sensi, battute maliziose, ridicolizzazione di personaggi e situazioni: quello che qualcuno ha definito trash (se trash è cogliere con la telecamera il décolleté di una ragazza che il contadino ha spiato durante il loro primo appuntamento) sembra essere in realtà la strada giusta per intrattenere senza annoiare. E non prendendosi troppo sul serio Il contadino cerca moglie, oltre a strizzare l’occhio al pubblico social avido di commenti al vetriolo sui personaggi della tv, prova in parte anche a distinguersi dagli inflazionati reality-show a caccia di buoni sentimenti e coppie da formare di cui sono affollati i palinsesti televisivi.

Anche il montaggio, dinamico e pulito, supportato da musiche pop, contribuisce a non appesantire il racconto, apparso un po’ scontato almeno nel primo episodio con l’incontro tra i protagonisti e le pretendenti e le prime eliminazioni come in un dating-show qualsiasi. In realtà infatti il vero reality partirà solo nella seconda puntata di questa sera, quando i contadini porteranno le ragazze nelle loro fattorie a lavorare e le telecamere riprenderanno rivalità, feeling e quant’altro.

Impossibile non fare il confronto con Uno due tre stalla, programma del 2007 condotto da Barbara D’Urso: uno dei reality meno riusciti che la storia della televisione ricordi. Anche lì i contadini dovevano insegnare a delle ragazze (in quel caso vallette tv) il lavoro in fattoria: non c’erano coppie da formare o ragazze da scegliere, ma il concept si assomiglia. In quel caso i concorrenti rappresentavano lo stereotipo perfetto dell’uomo di campagna nell’immaginario collettivo urbano: un po’ bruttino, rozzo e culturalmente arretrato. Qui invece i contadini protagonisti che fisicamente rispecchiano quasi dei modelli o sono comunque tutti piacenti, caratterialmente vengono presentati come portatori di quei sani valori come la famiglia o l’amore disinteressato che si sono un po’ persi nella società di oggi. Un rovesciamento di prospettiva che rende interessante la narrazione, apparentemente curata fin nei dettagli: gli imbarazzi al primo appuntamento di qualche ragazza, la ricerca di contatto fisico dei contadini meno timidi contribuiscono infatti a dare credibilità al racconto e a rendere più veritiere le dinamiche che si creano tra i protagonisti dello show che, in quanto tale, non può che essere in parte costruito.

Qualche dubbio sull’utilità di una figura come quella di Simona Ventura: forse il format non ha poi così bisogno di una conduzione. Ma nonostante ciò, la sua presenza, comunque limitata, alla fine non risulta essere pesante. Se non per quel suo bisogno di “sloganizzare” ogni trasmissione che presenta (dal Crederci sempre, arrendersi mai de L’Isola dei Famosi al Qui coltiviamo l’amore de Il Contadino Cerca Moglie): un vezzo più funzionale alla conduttrice che al programma (copiato anche da altre presentatrici) di cui, francamente, non c’è necessità.

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