Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Ti Lascio Una Canzone 8: recensione prima puntata

cleriLe innovazioni ci sono e qualcosa finalmente si è smosso, ma il peso di sette edizioni alle spalle si sente tutto e provare a guardare Ti Lascio Una Canzone con uno sguardo nuovo è pressoché impossibile.

Sarà che fondamentale per imprimere una svolta a ogni edizione è il cast dei nuovi bambini protagonisti. E quelli dell’edizione in corso non li abbiamo ancora conosciuti, perché ieri sera l’attenzione è stata tutta riservata ad alcuni concorrenti storici del talent che si sono giocati la partecipazione allo Junior Eurovision Song Contest. Certo, rivederli cresciuti è pur sempre piacevole e di per sé è già un elemento di interesse, ma ha comunque il sapore del “già visto”. Pazienza, attenderemo una settimana.

Ma qualcosa su Ti Lascio Una Canzone si può già dire, ad esempio sulla giuria che nel complesso sembra funzionare. I quattro si bilanciano bene l’uno con l’altro dando giudizi puntuali e costruttivi ma potrebbero contribuire di più a creare spettacolo. La grande sorpresa è Chiara, un vero cavallo pazzo: goffa, impacciata, quasi spaesata, dà comunque pareri precisi e autorevoli.

Apprezzabili poi la decisione di tornare a puntare sulle sfide per dare pepe alla competizione e il tentativo di dare ritmo alla puntata eliminando i lanci della conduttrice in mezzo alle esibizioni degli sfidanti: una canzone dietro l’altra e poi subito il voto per velocizzare tutto e non annoiare. Ma serve a poco se poi si cade su interviste eccessivamente lunghe e poco dinamiche come quella a Martina Stoessel e ad Antonio Conte: domande già sentite inframezzate da teatrini di canzoni a tema giusto per ricordarsi che è uno show musicale. Magari non guasterebbe per le prossime puntate provare a diversificarle un po’ rendendole più leggere e giocose, anche lasciando libera l’invettiva dei bambini che di creatività solitamente ne hanno da vendere.

Il segmento di mezzanotte Ti Lascio Una Canzone – Big (che ricorda in parte il girone big nell’undicesima edizione del serale di Amici) si rivela una buona trovata per sfidare sul tempo il competitor Tu Si Que Vales impedendo all’avversario di raccogliere quei telespettatori che potrebbero cambiare canale se il programma terminasse prima e andare dalla concorrenza. Ma tutto in questa appendice sa di troppo: dodici esibizioni, votazioni e ripescaggio pensate per riempire trentacinque minuti di palinsesto (poi sforati a cinquanta) sono davvero eccessivi e non resta spazio per fare una corretta valutazione delle performance o per scambiare qualche parola con gli ex ragazzi. Anche la Clerici sembra uscire provata da questa prima puntata di Ti Lascio Una Canzone.

Di certo avrà pesato la corsa contro il tempo per finire in orario (prima entro la mezzanotte, poi entro 00.35) ma anche e soprattutto l’errore sul nome del secondo finalista attribuito alla grafica, che ha gettato ombre sulla finalissima vinta dalle gemelle Scarpari e ha scatenato urla e polemiche in studio di fronte alle quali la Clerici ha preferito andare avanti senza battere ciglio, da vera professionista, ma visibilmente dispiaciuta per quanto accaduto. Inizio più scoppiettante non avrebbe potuto esserci.

 

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