Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Anna e Yusef – Un amore senza confini: la recensione

annaQuando tratta di immigrazione, la fiction Rai fatica a non cadere in facili buonismi o a ricorrere ad eccessivi luoghi comuni. È stato così per Butta La Luna, la fiction con Fiona May del 2009. Ed è  così anche per Anna e Yusef – Un amore senza confini. Nulla può l’accoppiata Vanessa Incontrada – Cinzia Th Torrini, orfana del successo ottenuto dalla fiction Un’Altra Vita, le cui repliche anche pochi giorni fa hanno ottenuto buoni ascolti.

Anna e Yusef sono una coppia mista: lei italiana, un matrimonio alle spalle, lui tunisino, un passato da clandestino, ora in regola e perfettamente integrato, con laurea in ingegneria e un buon lavoro nello studio dell’ingegner Borghetti. La loro favola (e il sogno di un imminente matrimonio) si infrange quando l’uomo viene ingiustamente accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso e, di conseguenza, espulso, dal nostro Paese. Come prevedibile, la donna non esita neanche un secondo a credere nell’innocenza del compagno e si impegna attivamente nella ricerca della verità assieme alla figlia.

Su tutto pesa l’ombra del pregiudizio che ha diversi volti: quello della madre di Anna, che non ha mai accettato la relazione della figlia. Quello del vicino di casa disoccupato, secondo cui gli immigrati portano via il lavoro agli italiani. E quello delle forze dell’ordine, fin da subito prevenute verso lo straniero colto a frugare in un’auto, rivelatasi poi essere della compagna.

Un soggetto interessante proprio perché di stretta attualità, impoverito purtroppo da una sceneggiatura non particolarmente brillante, che non risalta di certo per originalità e incapace di conferire alla narrazione un ritmo veloce e coinvolgente. L’interpretazione esasperata di Vanessa Incontrada non rende pienamente giustizia alla sua Anna, mentre il doppiaggio in perfetto italiano di Yusef, interpretato dall’attore Adel Bencherif, stona con la figura di uno straniero che, non essendo nato in Italia, difficilmente potrebbe parlare così bene la nostra lingua per quanto possa conoscerla. A fronte di personaggi in gran parte eccessivamente stereotipati, spicca quello dell’ingegnere Borghetti (Gioele Dix), imprenditore di gran cuore che crede in Yusef e proverà ad aiutarlo.

Insomma, un prodotto che avrebbe potuto far riflettere su tematiche importanti, quali l’immigrazione clandestina e l’integrazione, attraverso un formato, quello della fiction, capace di arrivare a un pubblico maggiore rispetto a quello dei talk-show e dei salottini televisivi più consoni ad affrontare queste materie, sembra infrangersi contro le logiche televisive che privilegiano per la fiction i soliti schemi, visti e rivisti ma che garantiscono, almeno sulla carta, di fare con sicurezza ascolti. E non è un caso se per questa fiction è stata scelta l’accoppiata sbanca Auditel di Un’Altra Vita e se il taglio dato privilegia, come già da titolo, il racconto della storia d’amore su tutto il resto.

Chissà se con la seconda e ultima parte, in onda tra poche ore, la fiction si saprà riscattare. Se così non fosse, sarebbe davvero un’occasione persa.

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