Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Zoom. Il successo di Reazione a Catena: ecco cosa c’è dietro

amaOrmai l’estate è Reazione a Catena: non ci sarebbe associazione logica più appropriata di questa per una di quelle catene di parole a cui ogni sera giocano milioni di italiani sintonizzati su RaiUno. Un successo inarrestabile, che continua da otto anni e sembra non conoscere crisi, né competitors all’altezza del confronto.

Come evidenziano i grafici sui dati d’ascolto e lo share medio ottenuti dalle prime otto edizioni del programma (mancano quelli relativi all’edizione in corso perché, ovviamente, deve ancora terminare), a differenza di altre trasmissioni pluriennali i cui ascolti negli anni sono calati (in parte per stanchezza del telespettatore e in parte per la maggiore offerta dettata dall’avvento del digitale) Reazione a Catena è riuscito a tenere attaccati i suoi fedelissimi fan estate dopo estate, attestandosi negli ultimi anni sulla media dell’edizione più seguita (quella del 2009, la terza condotta da Pupo). E riuscendo a tenere testa a un competitor non da poco, come Il Segreto.

La media di share delle otto precedenti edizioni di Reazione a Catena (dati in percentuale)

La media di share delle otto precedenti edizioni di Reazione a Catena (dati in percentuale)

La media di ascolti delle otto precedenti edizioni di Reazione a Catena (dati in milioni)

La media di ascolti delle otto precedenti edizioni di Reazione a Catena (dati in milioni)

 

E il segreto di Reazione a Catena è proprio nella semplicità della formula, basata su una serie di fattori che ben mescolati insieme ne determinano il successo:

la giocabilità: le catene di parole, il “come, dove, quando e perché” e gli altri giochi solleticano l’intuito del telespettatore più che la conoscenza. La soluzione è infatti a portata di mano, nelle espressioni, nei proverbi o nei modi di dire che tutti utilizziamo quotidianamente. A differenza di altri game-show quindi, più che una grande conoscenza di storia, geografia, attualità o di altre materie di studio, qui basta avere attenzione e intuito, doti che quasi tutti ritengono di avere.

l’interazione con il telespettatore: l’alto livello di giocabilità fa sì che il telespettatore, anche stando sul divano di casa, si senta coinvolto nel programma e partecipi quasi come fosse un concorrente. Non a caso, mai come nell’edizione in corso, anche il pubblico in studio viene sempre più coinvolto da Amadeus e qualcuno addirittura è chiamato “a sorpresa” a completare la risoluzione delle catene musicali quando i concorrenti individuano la canzone prima di terminarle.

l’intesa vincente: è la perfetta sintesi della chiave del successo del programma. Richiede intuitività, conoscenze di base e, come dice il nome stesso, una notevole intesa (che o c’è o non c’è, non si può creare in un minuto). A tradire è l’apparente semplicità delle parole che gli autori scelgono. A vederlo da casa sembra quindi uno dei giochi più semplici da fare, ma in realtà è tra i più insidiosi e difficili. Per questo stuzzica il telespettatore a provare a ripeterlo, in famiglia o con gli amici.

la leggerezza: tutto, dalla conduzione al clima spensierato in studio, contribuisce a fare di Reazione a Catena un programma rilassante, adatto per quando si torna a casa stanchi dal lavoro. È un po’ come l’enigmistica, a cui si ispirano evidentemente gli autori del programma per i giochi: da un lato attiva la mente, dall’altro rilassa. Insomma, “rinfresca la mente” come dice lo slogan del programma.

la conduzione: non è indispensabile, dal momento che non ci sono domande da fare e il concorrente potrebbe giocare anche leggendo solamente le catene e i quiz dai monitor o dalle grafiche in tv. Ma in realtà è fondamentale per tenere vivo il clima della gara e animare lo studio. Ecco perché non basta saper condurre ma bisogna sapere anche intrattenere: non era quindi così scontato che Amadeus, nonostante anni e anni di esperienza nei quiz, ne uscisse bene. E invece, frizzante al punto giusto da non risultare esagerato o finto, anche lui contribuisce al successo del game show.

Certo, c’è anche chi in rete evidenzia qualche stranezza nel meccanismo (alcuni ad esempio mettono in discussione la “casualità” di scelta delle parole per l’intesa vincente, che a volte sembra favorire alcune squadre, o il fatto che l’ultima parola non sia sigillata precedentemente in una busta, come invece accade a L’Eredità, ipotizzando repentini cambiamenti della parola all’ultimo minuto).

Ma nonostante ciò anche la stagione in corso di Reazione a Catena sta dando grandi soddisfazioni alla Rai registrando buoni ascolti, in linea con quelli dello scorso anno (per alcune puntate ci sono stati picchi di share superiori al 30%). E anche l’omonima rivista sembra andare bene in edicola. Tanto che il programma si è guadagnato una puntata speciale in prima serata, a conclusione della stagione, il 20 settembre prossimo. Insomma, Reazione a Catena sembra essere destinato a essere ancora a lungo il programma dell’estate. Anche per i prossimi anni.

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