Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

L’analisi. Temptation Island : il “tradimento” formato tv non è più quello di una volta

downloadFa quasi sorridere vedere Filippo Bisciglia oggi destreggiarsi tra coppie in crisi e presunti tradimenti. Lui che nel 2006 si proclamò in diretta tv il “verme d’Italia” per aver tradito l’allora fidanzata Flora nella Casa del Grande Fratello con la coinquilina Simona. Ma in tv tutto accade molto velocemente e altrettanto in fretta ce se ne dimentica.

E così eccolo Bisciglia alla seconda prova da conduttore di Temptation Island: dizione migliorata, maggiore naturalezza. Non sarà di certo l’erede di Pippo Baudo, di Carlo Conti o di Paolo Bonolis ma per un programma pre-registrato va più che bene. E soprattutto sembra essere sempre più a suo agio tra corna e lacrime, che in questa seconda edizione del reality abbondano.

A due puntate dalla conclusione infatti una coppia è già scoppiata, una si è salvata e delle altre quattro solo una sembra uscire indenne dall’isola delle tentazioni. E se è vero che le storie d’amore interessano al pubblico, i tradimenti e le crisi di coppia sembrano piacere ancora di più. Così il programma  continua a funzionare anche se la produzione pone fine solamente dopo tre puntate alle ripicche di Aurora, sempre più vicina al tentatore Giorgio, e ai pianti dell’ormai suo ex fidanzato Gianmarco, il triangolo che ha sicuramente tenuto più banco in questa seconda edizione del reality.

Farli uscire dopo solo tre puntate avrebbe potuto rivelarsi azzardato e causare l’allontanamento di una parte del pubblico. E invece non è accaduto, perché i fan hanno continuato a seguire le vicende di altre coppie, magari inizialmente più nell’ombra rispetto a Gianmarco e Aurora o a  Salvatore e Teresa, ma che nel tempo, complice anche un abile gioco di montaggio, hanno rivelato sorprese. Come Isabella e Mauro, con il lui ormai partito per la single Marta. O gli insospettabili Emanuele e Alessandra, che inizialmente sembravano immuni al virus del tradimento mentre ora, con la complicità della tentatrice Fabiola, appaiono più divisi che mai: e qui a pagare è l’effetto sorpresa, che al telespettatore non dispiace mai (e il team autoriale di Maria De Filippi, produttrice del reality, lo sa bene).

In questo gioco di relazioni ed equilibri precari a risultare funzionale è anche la tecnica di costruzione del racconto che, quasi ad ogni puntata (quattro su sei), fa sì che ci sia l’uscita di scena di una delle coppie (questa sera tocca a Emanuele e Alessandra). Anticipato nella puntata precedente, costringe il telespettatore a guardare la puntata per sapere se si tratterà di un addio o di una riappacificazione senza che debba necessariamente aspettare l’ultima puntata, quella di martedì prossimo, per sapere come si concludono le vicende dei suoi beniamini. Così ogni settimana il programma si assicura la fetta di pubblico che gli consente di vincere la serata e di portarsi a casa un buono share.

Interessanti infine le reazioni dei presunti traditori e dei traditi. Come già lo scorso anno, anche in questo la tendenza è ad attribuire la colpa al partner tradito e alle sue mancanze, mentre quest’ultimo resta ad incassare il colpo senza avere quella reazione che il pubblico si aspetterebbe da una persona che viene “tradita” (perché di tradimenti veri e propri non si può parlare) davanti alle telecamere. Insomma, il “verme d’Italia” è ormai solo il passato.

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