Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

#GF14casting – Il concorrente 4.0: le caratteristiche che dovrebbe avere chi entrerà nella Casa

Quattordici edizioni (a settembre) e quattro generazioni di concorrenti. O meglio tre, la quarta è quella che potrebbe popolare la nuova Casa tra qualche mese. Autori permettendo.

Il concorrente 1.0: pochi possono vantare questo titolo. Sono i dieci fortunati gieffini della prima edizione, giovani disincantati, televisivamente “vergini”, ancora lontani dal mondo delle strategie e delle nomination. Il loro punto di forza: l’incoscienza di ciò che stavano vivendo in quei 100 giorni nell’autunno del 2000. E soprattutto l’inconsapevolezza di ciò che li avrebbe attesi una volta usciti dalla Casa e da quel curioso esperimento sociale di cui avevano accettato di far parte. Pietro, Cristina, Marina, Salvo, Maria Antonietta, Roberta e gli altri rimangono, anche dopo 14 anni, il Grande Fratello: i più veri, i più naturali inquilini che il reality abbia mai conosciuto.

plevani

Il concorrente 2.0: è lui ad avere bisogno del Grande Fratello per realizzare il desiderio di entrare un giorno nel “fatato” mondo dello spettacolo.  E varcare la porta rossa potrebbe rappresentare in tal senso il passepartout ideale: questo è diventato il GF dalla seconda edizione. Concorrenti ancora ingenui rispetto ai gieffini delle ultime edizioni ma ormai preparati a strategie, nomination e telecamere, capaci di riuscire a mantenere quel minimo di parvenza di realtà che li porta ad essere comunque credibili agli occhi degli italiani. Il loro punto di forza: la disinvoltura. Non a caso Floriana, Pasquale, Serena e Patrick, per citarne alcuni, sono quelli ad avere più successo dentro e fuori la Casa proprio perché senza freni, incapaci di sottrarsi a liti, scherzi e giochi per paura della telecamera e dei giudizi altrui. Insomma, tutt’altro che timidi.

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Il concorrente 3.0: passati i fasti delle prime edizioni, quando il GF era garanzia di share indipendentemente da un concorrente sbagliato, ora il reality ha bisogno di personalità forti, capaci di creare spettacolo senza annoiare il pubblico. Il semplice spiare ragazzi rinchiusi in una Casa impegnati a far passare il tempo nell’ozio più assoluto ormai non basta più, considerato anche il proliferare di altri programmi dello stesso genere (Isole, Fattorie, Talpe e quant’altro). E allora il Gf, pur mantenendo nel cast qualche concorrente vecchio stampo (Cristina del Gf10, Marcello del Gf9), comincia a cercare i suoi concorrenti sui set fotografici, nelle agenzie, in discoteca o tra le comparse di altri programmi: palestrati e bonazze, modelli e modelle non propriamente vergini dal punto di vista delle telecamere, impegnati più a emergere nell’unico modo ritenuto possibile, creando storie all’interno della Casa, che a puntare al montepremi finale. Una formula che ha funzionato per alcune edizioni finendo poi per logorarsi di fronte all’evidenza di personaggi costruiti quasi a tavolino in funzione delle telecamere e delle dinamiche da reality.

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Il concorrente 4.0: è quello che deve ancora arrivare. Se con la tredicesima edizione più che sui personaggi si è preferito tornare a puntare sulle persone e sulle loro storie (pur senza grandi risultati), per la quattordicesima edizione si punta sulle coppie dei concorrenti per ravvivare il gioco. Ma non sarà sufficiente se tra queste coppie non ci saranno inquilini dalle forti personalità, con trascorsi importanti alle spalle, storie valide da raccontare e qualcosa di veramente significativo da dire. Qualcosa che possa indurre a una riflessione o suscitare un dibattito. Il concorrente 4.0 è un mix di disinvoltura, naturalezza e sensibilità: non partecipa per le telecamere o per crearsi storie ma per assaporarsi l’avventura e farsi travolgere dall’esperienza fino ad imprimerla nel proprio Dna. Gioca, scherza, non latita sulla poltrona o sul divano in attesa di chiamate al confessionale o altro, né si perde in lunghi discorsi inutili su squadrismi o strategie. Piuttosto la prima cosa che fa nella Casa è divertirsi, divertendo così anche chi lo guarda (i ragazzi del Gf4 e Patrick in primis ne sanno qualcosa a riguardo). Non aspetta gli input degli autori ma si costruisce un obiettivo che giustifichi la sua presenza nella Casa come ad esempio impegnarsi nella palestra (penso a uno antisportivo come il sottoscritto), provare a dimagrire, imparare a cucinare o vincere la battaglia col disordine. Insomma, si mette in gioco non solo tra nomination, strategie o quant’altro ma anche con se stesso cercando di superare i propri limiti, piccoli o grandi che siano. E soprattutto il concorrente 4.0 deve essere capace di ascoltare l’altro, calarsi nei panni del concorrente che apparentemente è più distante da lui per confrontarsi e, se è il caso, uscirne in maniera costruttiva. D’altronde il Gf ha un grande potenziale che non sempre è stato sfruttato al meglio: quello di poter riunire sotto lo stesso tetto i rappresentanti di mondi opposti, dal cattolico praticante all’ateo, dal radical-chic al punkettone, dall’asessuale allo sciupafemmine, dal pacifista al litigioso per citarne alcuni.

confessionale-grande-fratello

Insomma non è il concorrente 4.0 ad avere bisogno del Gf, né il Gf ad aver bisogno del concorrente 4.0: entrambi si completano a vicenda in un gioco in cui a beneficiarne non può che essere il pubblico del reality.

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