Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Da Saranno Famosi ad Amici. Tutto cominciò così… Evoluzione di un fenomeno

copsarannofamosi-thumbE se vi proponessi di tornare per un attimo indietro nel tempo, al 2001, accettereste? Esattamente al 17 settembre 2001, un lunedì. Nel primo pomeriggio di Italia 1 parte, un po’ in sordina, un programma destinato a entrare nella storia della televisione. Saranno Famosi, questo il titolo: una scuola di spettacolo, rigorosamente in diretta, ispirata all’omonimo telefilm. Protagonisti ragazzi e ragazze ventenni carichi di entusiasmo, con il sogno di perfezionarsi nella danza, nel canto, nella conduzione e nella recitazione.

Nel riguardare quelle immagini sulla pagina Facebook “Sf Story” è impossibile non notare la meraviglia negli occhi di quei ragazzi che per la prima volta si rapportavano con quel mondo nuovo e ancora inesplorato, l’incoscienza nel misurarsi con telecamere, microfoni e platee televisive, l’imbarazzo nel rispondere alle domande di Daniele Bossari, per pochi mesi conduttore del programma. E soprattutto l’inconsapevolezza di dove li avrebbe portati quello che stavano vivendo.

Già perché all’epoca Dennis, Monica, Valeria, Antonio, Ermanno, Andrea e tutti gli altri erano ancora ignari di far parte di un programma che in poco tempo, dopo le difficoltà iniziali, sarebbe diventato uno dei fenomeni televisivi e di costume del Paese. Così come i professori, in gran parte sconosciuti al pubblico televisivo ma solo per poco tempo: Garrison, Luca Pitteri, Fioretta Mari, Peppe Vessicchio, il preside Bruno Voglino. Ancora non si sapeva bene dove si sarebbe andato a parare: le famose magliette con le scritte Saranno Famosi e Amici sarebbero arrivate solo dopo qualche mese così come i daytime con i ragazzi che facevano lezione in aula (nelle prime settimane venivano trasmesse solo pseudo-dirette dallo studio televisivo con Bossari), le esibizioni del sabato, il serale e il passaggio a Canale 5. Inizialmente c’erano solo le interrogazioni e gli esami per dare voti in diretta ai ventisei titolari, mentre le riserve (che assistevano come uditori alle lezioni) cercavano di rubare il posto ai “traballanti”.  Ma quell’innocenza generalizzata, quella purezza dalle telecamere e dai meccanismi della televisione rendeva il tutto più naturale, spontaneo, vero.

Io avevo solo 12 anni e, come tanti quell’anno, ho cominciato a seguire quel programma di sera e quasi alla fine, senza riuscire a capirne la portata. Oggi, a distanza di quattordici anni, registri di classe, voti e l’idea di scuola sono solo un lontano ricordo. In mezzo tanti altri reality (prima) e talent (poi), che ne hanno influenzato il meccanismo trasformando Amici nel talent più seguito della tv italiana. Quattordici edizioni, una dietro l’altra, senza stop, sempre seguitissime. E la svolta, alla settima edizione, con la vittoria di Marco Carta che ha portato Amici ad uscire dal guscio per approdare a Sanremo e acquisire sempre di più credibilità, quella che gli riconoscono i grandi ospiti, anche internazionali, che oggi popolano le puntate del serale.

Ma per uno come, appassionato di televisione e con l’ambizione di lavorare un giorno dietro le quinte di una trasmissione, rivedere quei video è anche l’occasione per imparare come si crea un programma nel tempo e, dal rischio chiusura, lo si porta a diventare un fenomeno inarrestabile. Perché la prima edizione di Amici è stata una scuola anche in questo senso: la trasmissione è stato costruita giorno dopo giorno, davanti alle telecamere. Se a dicembre 2001 rischiava la chiusura per bassi ascolti, Maria De Filippi e i suoi autori, mantenendone l’identità iniziale, hanno modificato il format in corsa introducendo nuovi meccanismi e arricchendolo di nuove intuizioni (che all’epoca andavano soprattutto nella direzione del reality visto anche il boom, nel 2000, del primo Grande Fratello). E il risultato è noto a tutti: il team autoriale riuscì a intercettare i gusti del pubblico e gli ascolti crebbero tanto che Saranno Famosi guadagnò prima il prime time su Italia 1 e poi la promozione su Canale 5 per la seconda edizione. E, in anticipo sui tempi, Maria De Filippi e la sua squadra diedero vita al primo talent show della televisione italiana.

Oggi, a quattro giorni dalla finale, abbiamo negli occhi Stash and The Kolors, Briga, Klaudia e Virginia, le coreografie di Giuliano Peparini, Emma ed Elisa, la giuria, gli ospiti. Ma è comunque interessante fare un salto nel passato e rivedere come tutto questo è iniziato. Senza nostalgia, con la consapevolezza che anche quel Saranno Famosi, certamente diverso rispetto all’Amici di ora, riusciva comunque nella sua semplicità ad appassionarci e a tenerci incollati al piccolo schermo.

 

 

 

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Un commento su “Da Saranno Famosi ad Amici. Tutto cominciò così… Evoluzione di un fenomeno

  1. Toni
    giugno 23, 2015

    Ottima lettura, grazie! Hai visto che sta per partire la nuova stagione di Temptation Island? https://www.facebook.com/temptationisladita

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