Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Shark Tank Italia: la recensione

downloadIl senso per gli affari di cinque investitori, un progetto proponibile, le doti persuasorie del venditore e il fascino della contrattazione. È proprio nella semplicità dell’idea di base di Shark Tank Italia, il primo business show della tv italiana, che si nasconde il punto di forza del format.

Il business, una delle attività più antiche del mondo: The Apprentice ha pensato di portarlo in televisione “talentizzandolo“, ma in Italia non ha avuto la fortuna che ha ottenuto in altri Paesi.

Shark Tank invece ci ha riprovato spogliandolo di sfide, eliminazioni e altri orpelli per inquadrarlo nella sua forma primitiva: qui conta solo saper vendere e riuscire a far fruttare quel fiuto per gli affari che molti manager dicono di avere ma solo in pochi hanno.

Avrà più fortuna di The Apprentice? È presto per dirlo. Di certo al momento, nella sua semplicità, Shark Tank sa essere interessante, affascinante e coinvolgente. È interessante conoscere le proposte più disparate di bizzarri imprenditori, come quello della polenta, e vederli tirare fuori tutte le loro doti persuasorie per convincere gli shark a investire su di loro. Affascinante capire il modo di ragionare degli investitori, cosa li spinge a mettere subito mano al portafoglio per il business della polenta piuttosto che per il dispositivo di rilevazione del tasso alcolico sul cellulare. Coinvolgente perché anche lo spettatore da casa è portato a riflettere sul potenziale dell’idea e a entrare nelle dinamiche della contrattazione quasi come fosse dentro l’hangar con gli shark e gli imprenditori.

Certo la disponibilità degli investitori a mettersi in gioco e a testare le idee e i prodotti proposti, la gentilezza nell’approcciare con gli imprenditori, l’intesa evidente che si è creata tra i cinque shark incentivata anche dalla bonarietà di qualcuno come Gianpietro Vigorelli li fanno sembrano poco degli squali. Ma ciò non impedisce ai cinque super-manager di funzionare bene all’interno del format.

Insomma, Shark Tank arriva al momento giusto. Lavoro e disoccupazione sono temi all’ordine del giorno nell’agenda di governo, ampiamente trattati su quotidiani e televisioni e un format che incentiva creatività e spirito di iniziativa non può che far bene. Peccato siano solo due puntate.L’unico che dovrebbe investire davvero, in questo caso, è Italia 1.

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