Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

David Letterman e l’addio alla tv: 33 anni che valgono un film

david-letterman-show-rai-5David Letterman non fa televisione, è la televisione. È in quel sottile confine tra “fare” ed “essere” che si cela la sua grandezza. Quella che porta lui e il suo show ad avere migliaia di imitazioni (e imitatori) in tutto il mondo. In questi giorni che hanno accompagnato il suo addio alla tv migliaia di articoli sulla sua carriera hanno riempito le pagine di giornali e siti di tutto il mondo.

Più di trent’anni trascorsi a raccontare l’America e il mondo, prima sulle frequenze della NBC poi su quelle della CBS, e a deridere, sempre con rispetto, i personaggi più importanti della politica e dello showbiz americano e mondiale. Presidenti degli Stati Uniti, politici, attori, cantanti, seduti sulla poltroncina rossa, si sono sottoposti a sketch e gag irriverenti che hanno fatto il giro del globo, ben consapevoli che l’ospitata da Letterman è uno status symbol, il riconoscimento del raggiungimento di una popolarità internazionale.

Ma il Late Show non è solo Madonna che si toglie le mutandine in diretta o Drew Barrymore che tra strambe classifiche si mette a ballare sulla scrivania mostrando il seno al conduttore. Quella di David Letterman è una storia che va a incrociarsi con quella ben più grande dell’America. Con gli attentati alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, ad esempio: in quell’occasione Letterman per lanciare un primo segnale di ritorno alla normalità volle tornare in onda quasi subito, il 17 settembre, e spiegò le sue ragioni in un monologo che commosse l’America, il suo “tributo a una città ferita che vuole subito rialzarsi”. Allo stesso modo non rinunciò al suo show neanche quando l’uragano Sandy, nel 2012, paralizzò New York. Andò in onda senza pubblico, perché “the show must go on”.

Tutti gli episodi più importanti degli ultimi trent’anni della storia americana sono stati commentati da Letterman con la verve sarcastica e pungente che lo ha reso così celebre. Non vi rinunciò neanche quando scelse di raccontare davanti alle telecamere dei suoi tradimenti per sottrarsi a uno sporco ricatto di cui era vittima.

Una vita spesa davanti alle telecamere, per il suo show, per il suo pubblico. Una storia che neanche il più bravo sceneggiatore avrebbe potuto scrivere. E allora perché non farla diventare una serie televisiva o un film nello stile di The Butler, la pellicola del 2013 che racconta gli ultimi trent’anni della storia americana attraverso lo sguardo del maggiordomo della Casa Bianca Cecil Gaines? Sarebbe il giusto riconoscimento a un uomo a cui l’America deve molto, un professionista che la televisione non può e non deve dimenticare. Perché non è uno dei tanti che fa televisione, ma uno dei pochi che con il suo stile è riuscito a “essere” la televisione in tutto il mondo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il maggio 22, 2015 da in News, Speciali, TvTalk, Uncategorized con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: