Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

L’analisi. Il successo di Uomini e Donne: cosa spinge il pubblico a guardarlo?

valentina-amedeo-fabio-tronisti-uomini-e-donne-2Potrebbero dedicargli migliaia e migliaia di tesi di ricerca o di dottorato in psicologia. Potrebbero intitolargli un’intera stagione di Porta a Porta con ore e ore di talk tra professoroni della psichiatria mondiale. Perché capire cosa scatta nella mente del telespettatore di Uomini e Donne è una di quelle domande a cui è difficile dare una risposta.

Semplice voyeurismo, desiderio sfrenato di leggerezza o cos’altro? Quel che è certo è che il così criticato Uomini e Donne, secondo alcuni culla del più profondo trash televisivo, continua a rappresentare la garanzia di ascolti nel pomeriggio della rete ammiraglia Mediaset nonostante il periodo d’oro del cosiddetto “tronismo” sia finito già da un pezzo.

Qual è quindi la formula del successo di questo programma? Quale strano meccanismo fa sì che gli spettatori, o meglio le spettatrici, si affezionino così tanto a questo bailamme di playboy da strapazzo di tutte le età e donne disincantate che hanno bisogno della tv per trovare l’anima gemella? Non si tratta solo di voyeurismo o di un’esigenza di leggerezza, della voglia di evadere qualche ora dalla vita e dai suoi problemi. Guardare Uomini e Donne ci fa sentire persone migliori di chi, per un briciolo di popolarità, è disposto a mettere in piazza i suoi sentimenti. “Ci fa sentire”, sia chiaro, perché in realtà nessuno è migliore, né peggiore di un altro. Ma è lo stesso meccanismo che consente a molti reality di fare ascolti, in Italia e all’estero.

Ridiamo per i comportamenti esagerati di qualche partecipante (leggasi Mariano), godiamo nel vedere corteggiatori e corteggiatrici insultarsi e litigare per nulla, ci compiaciamo nell’assistere alle sparate dei signori del pubblico contro tronisti, dame e cavalieri. E guardiamo con soddisfazione la reazione (e la cacciata) di chi viene smascherato da una segnalazione quasi come se non sapessimo che partecipare a un programma tv risponde, sempre e comunque, a un desiderio, anche minimo, di visibilità. Insomma, tutto quello che finisce solitamente tra i “nuovi mostri” di Striscia La Notizia.

Lo sa bene anche Tina che, giocando furbescamente con l’intelligenza degli spettatori, non si sottrae al trash, regalando al pubblico ciò che vuole da questo programma: polemiche gratuite, aizzamenti vari, litigi, parole pesanti. E ridicole imitazioni. E in Gianni Sperti trova una spalla perfetta nel bilanciare le parti: chi piace e difende lei, lui lo attacca e viceversa in un gioco che fa bene al loro portafoglio e regala a entrambi popolarità.

E dei partecipanti viene fuori il meglio o il peggio? Di sicuro esce lo smisurato ego di chi, pur di mettersi in mostra, si concede alle telecamere sottoponendosi a teatrini di ogni genere. Si tratta solo di visibilità? Forse per qualcuno c’è davvero la voglia di mettersi in gioco, di trovare l’amore. E quando capita, fa sempre piacere: alla neo-coppia, ai fan, a discoteche e centri commerciali per le ospitate, ai giornali di gossip per le copertine, ad altre trasmissioni come Domenica Live e Pomeriggio Cinque per le interviste (Gem e George ne sanno qualcosa). E ovviamente a Maria De Filippi che, grazie a questo continuo gioco sospeso tra realtà e finzione, continua a fare ascolti e a portarsi a casa il primo pomeriggio di Canale 5 assicurandoselo ancora per molto, molto tempo.

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