Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

L’analisi. The Voice 2015 e quelle voci vittime di un televoto troppo tradizionalista

downloadChe si tratti di una popstar, di un performer o di una voce in tutti i talent show si cerca la novità, “qualcosa che non si è ancora visto, né sentito” come dicono molti coach durante le conferenze stampa di apertura. Ma siamo sicuri che sia proprio quello che vuole il pubblico? Stando a quello di The Voice, sembra proprio di no. O almeno è questa la sensazione, dopo l’eliminazione, nella semifinale di ieri sera, di Ira Green, Keeniatta, Sara Vita e Sarah Jane.

Quattro voci grintose, potenti, più o meno sporche. Ed è proprio questa sporcizia a farle risultare così particolari, belle, a rendere riconoscibile chi le possiede. Contrariamente alle aspettative, anche gli inediti, in particolare quelli di Sara Vita e Sarah Jane, sembrano essere adatti per un buon debutto nel mercato discografico. Ma i telespettatori di RaiDue, quelli votanti almeno, sembrano preferire la tradizione. Voci pulite, delicate, comuni, che lasciano ai loro interpreti poche speranze di riconoscibilità.

Niente contro Carola, Thomas, Roberta e Fabio, cantanti capaci, in perfetto equilibrio tra tecnica e interpretazione eSarah-Jane-Olog per questo meritevoli, tutti, del posto in finale guadagnato. Ma, a parte Fabio, forse il più particolare tra i finalisti, la scarsa originalità potrebbe giocare loro un brutto tiro nel post The Voice. Una volta proclamato il vincitore e spenti i riflettori dello show, dovranno assicurarsi passaggi in radio con brani acchiappa-ascolti. E il fatto di rappresentare qualcosa di inedito e nuovo nel mercato discografico è un buonissimo punto di partenza per trovare terreno fertile per una lunga e prolifica carriera. Purtroppo non bastano le proposte di collaborazione fatte dai loro coach, né un singolo mordi e fuggi cestinabile in due nano-secondi: per non essere dimenticati ci vuole ben altro. Ce lo insegna anche la storia di Emma che, dopo la vittoria a Superstar, è dovuta ripartire da Amici per ottenere un giusto riconoscimento.

Peccato quindi che voci non proprio tradizionali ma altrettanto valide e belle finiscano vittime del televoto e di strategie tra coach (J-Ax che dà il voto a Carola sulla base delle due precedenti eliminazioni del team Pelù e Noemi) in un programma nato per ricercare le nuove voci della musica italiana e internazionale. Se The Voice fosse trasmesso da Sky, l’andamento della semifinale sarebbe stato lo stesso? Ai posteri, o meglio a coloro che compreranno i cd e i brani su I-Tunes dei concorrenti di The Voice, l’ardua sentenza.

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