Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

L’analisi. Il podio finale di Italia’s Got Talent 2015: vincitori e vinti

20150515_c4_c1_mpf20150515as113Sarà la facilità nel manipolare gli oggetti. O il carisma che mette nelle sue esibizioni. Sta di fatto che Simone Al Ani si è portato a casa, inaspettatamente, la vittoria della prima edizione targata Sky di Italia’s got Talent.

Nel mare di buonismo in cui è sprofondata la giuria del talent in occasione della finalissima, Simone è riuscito ad emergere senza bisogno di troppo parole a corredo della sua performance, né di particolari scenografie o altri fronzoli a impreziosirne il numero. Solo lui e il suo talento.

È anche per questo che, almeno fino alla proclamazione del podio finale da parte di Vanessa Incontrada, in pochi avrebbero scommesso sulla sua vittoria. Anche perché, onestamente, la sua presenza nello show era stata oscurata da quella di altri concorrenti con storie più forti alle spalle o talenti più originali da esibire.

E invece in silenzio Simone, non proprio un debuttante (sul web il suo numero “The Magic of Simone… Optical Illusions” era già cliccatissimo), ha convinto i televotanti e ora l’artista di strada dovrà prepararsi al palco di Las Vegas, dove, siamo sicuri, non sfigurerà.

Secondi gli Straduri Killa, quattro bimbetti appassionati di break-dance che avranno fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti quei produttori che stanno preparando, per la prossima stagione, mini-talent con piccoli protagonisti. Perché il loro secondo posto è la prova che i bambini, in tv, continuano a tirare pubblico.

Terzi invece Shark and Groove: i due amici calabresi con la passione della musica che hanno convinto il pubblico fin dalle audizioni coi loro rap carichi di messaggi di speranza. E così è stata accontentata anche quella parte di pubblico che guarda più all’emotività che al talento.

Il podio rispecchia l’andamento dell’edizione, convincente dal punto di vista della spettacolarizzazione dello show, molto meno sul fronte dei talenti proposti, davvero poco originali. Per non parlare della giuria, meno entusiasmante e brillante rispetto alle aspettative.

Gli ascolti però ci sono e dunque via all’edizione 2016. Prima però urge una riflessione: per fare davvero il botto occorre qualche cambiamento. C’è tutto il tempo per capire da dove cominciare.

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