Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

L’analisi. Sequel improvvisati o di qualità? La Dama Velata 2

download (2)In molti in rete si interrogano sul destino de La Dama Velata, il feuilleton di Rai 1 che giovedì sera ha chiuso in bellezza ottenendo 6.155.000 spettatori pari al 22.1% nel primo episodio e 6.242.000 spettatori (26.33% di share) nel secondo.

Ad alimentare le voci un tweet del produttore della Lux Vide Luca Bernabei scritto poche ore prima della messa in onda della sesta puntata: “Abbiamo già tantissime idee per “La dama velata 2”. Se stasera andrà bene e lo chiederete in tanti… noi siamo pronti!”.

Ragionando in termini di ascolti, non realizzarla sarebbe un’eresia. Ma sul piano della qualità viene da chiedersi: ne vale davvero la pena? I sequel, in molti casi, sono pensati più per l’esigenza di puntare su ascolti sicuri che per appagare il desiderio dei telespettatori. Ma negli ultimi anni il pubblico ha dimostrato di sapere distinguere tra sequel all’altezza e sequel improvvisati.

È il caso di Elisa di Rivombrosa, la fiction diretta da Cinzia Th Torrini che nel 2004 riportò in auge il genere feuilleton e lanciò la carriera di Vittoria Puccini. Dai 6.563.000 telespettatori (share del 24,76%) del primo episodio raggiunse nella puntata finale 12.800.000 telespettatori con uno share del 41,54%. Un successo clamoroso a cui seguì subito la messa in cantiere della seconda stagione. Ma l’abbandono di Alessandro Preziosi, protagonista maschile, che lasciò dopo la seconda puntata provocando di fatto la fine della storia d’amore tra il conte Ristori ed Elisa, il cambio alla regiadownload (1) tra Cinzia Th Torrini (che diresse solo le prime sei puntate) e Stefano Allevi e una pesante controprogrammazione (Montalbano, Il Maresciallo Rocca) portarono a un modesto calo di ascolti. La fiction ottenne infatti una media di 5 milioni e mezzo di telespettatori. Non raccolse ascolti entusiasmanti neanche lo spin-off La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa, per il quale si parlò addirittura di flop.

Stesso destino ottenne Terra Ribelle, altro feuilleton di successo a firma di Cinzia Th Torrini. La prima stagione, su Rai1 nel 2010, che raccontava l’amore tra la contessina Elena (Anna Favella) e il buttero Andrea (Rodrigo Guirao Diaz), partita con 5.153.000 telespettatori (share 20,00%), ne ottenne 7.241.000 per il finale (share 24,62%). Meno fortunata la seconda stagione del 2012, con la sostituzione di Fabrizio Bucci (il perfido Iacopo Vincenzi) con Ivan Gonzalez e il cambio alla regia di Cinzia Th Torrini con Ambrogio Lo Giudice: partita con 4.566.000 spettatori (17,93% di share) ne ottenne 4.551.000 (16,73%) all’ultima puntata.

Più recentemente ha fatto discutere il mancato rinnovo di Un’altra vita, la fiction con Vanessa Incontrada e Daniele download (3)Liotti campione di ascolti nell’autunno 2014. Nonostante il finale lasciato semi-aperto e gli ascolti ottenuti avessero lasciato presagire una seconda stagione, l’autore a capo del progetto Ivan Cotroneo ha confermato che la Rai ha optato per sostituire la serie con un’altra dello stesso genere, scritta sempre da Cotroneo & soci.

Non stiamo parlando di quelle fiction pensate inizialmente per più stagioni, che richiedono un lavoro di scrittura e sceneggiatura diverso, ma di quelle serie che ottengono ascolti talmente buoni da rendere quasi indispensabile un sequel. Per queste, prima di mettere mano al secondo capitolo, bisognerebbe chiedersi se i personaggi hanno ancora qualcosa da dire, se ci sono margini di sviluppo per scrivere sceneggiature brillanti e forti, se non superiori comunque all’altezza di quelle della prima stagione. E se ci sono i presupposti per non fare cambi azzardati nel cast artistico, ma anche in quello tecnico. D’altronde una buona fiction è il prodotto di un altrettanto buon lavoro di squadra.

Se quindi La Dama Velata 2 si farà, speriamo davvero che dietro a questa seconda stagione ci siano tante idee e soprattutto che queste siano così valide da poter aggiungere qualcosa in più ai personaggi, alle vicende già viste, così nuove da riuscire a coinvolgere ancora di più il pubblico. Perché altrimenti il rischio potrebbe essere quello di cancellare, almeno nell’immaginario dei telespettatori, l’efficace lavoro fatto per la prima serie. D’altronde coi sequel improvvisati non si va molto lontano.

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