Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Lettera a Striscia: che gusto provi a rivelare il vincitore di Masterchef?

imagesPerché Striscia? Perché un programma credibile, con oltre vent’anni di inchieste e servizi scottanti alle spalle, deve cadere in tali bassezze? Che sia una trovata pubblicitaria acchiappa-audience o semplicemente invidia, che colpa ne ha chi da dieci settimane segue appassionatamente una competizione attendendo di sapere il nome del vincitore?

Venire a conoscenza di una presunta irregolarità relativa al programma e denunciarla rientra sì nella tua natura, anche per rispetto a tutti quelli che ogni anno partecipano alle selezioni. Ma rivelare anticipatamente il trionfatore non aggiunge assolutamente nulla al servizio: un inutile surplus con l’unico scopo di rovinare la sorpresa al telespettatore.

Non difenderti sostenendo che chi non voleva saperlo poteva non seguirti ieri sera, visti i ripetuti avvertimenti che hai fatto prima di mandare in onda il servizio. Perché oggi anche tu sei consapevole della velocità con cui le notizie corrono in rete e dell’impossibilità di tenere nascosto qualcosa, soprattutto se si tratta del nome del vincitore di un programma di grande successo come Masterchef, per giunta preregistrato.

Gioire per la vittoria del nostro favorito, disperarsi se a trionfare è il più antipatico: l’atto finale di ogni talent, se costruito bene, deve lasciarci in bocca qualche sapore, amaro o dolce che sia. Ancor di più Masterchef, tra i talent italiani quello in cui la competizione raggiunge i massimi livelli. Che gusto c’è quindi nel privare il telespettatore di tale soddisfazione solamente per avere un po’ di share in più? E dov’è finito il rispetto per quel pubblico che sostieni di tutelare con le tue inchieste e le tue denunce sociali quando decidi di abbassarti a tali spoiler?

Certo, negli anni anche tu Striscia ci hai abituato a qualche caduta di stile. Non ultima la campagna contro Affari Tuoi, che guarda caso è iniziata nel 2003 quando Paolo Bonolis (che dietro al tuo bancone si era seduto anni prima) ti aveva strappato parte del pubblico. Io comunque, fortemente convinto della tua credibilità, preferirei pensare che sia tutto uno scherzo, fatto per vedere chi avrebbe abboccato e chi no, un po’ come quando si butta in rete una notizia-bufala per poi ridere dei giornali che la pubblicano. E mi immagino già Antonio Ricci che si diverte leggendo i tweet infuocati scritti ieri da Carlo Cracco e Bruno Barbieri.

Ma se così non fosse, allora cara Striscia, quanto sei caduta in basso!

                                                                                                                                        IlTeledipendente

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