Il TeleDipendente

La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)

Buona Isola dei Famosi!

Isola-dei-Famosi-Alessia-Marcuzzi-668x445Cambia il format ma non la sostanza. In casa Mediaset il reality o è trash o non si fa. E l’Isola, in partenza questa sera su Canale 5, ha tutte le carte in regola per aggiudicarsi, ancor prima del debutto, il titolo di edizione meno politically correct di sempre. Mettere il divo del porno Rocco Siffredi su un’isola deserta insieme a ragazze più provocanti che conosciute è di per sé una dichiarazione di intenti. Se poi si aggiungono la presenza del re della cronaca rosa Alfonso Signorini e della regina del Grande fratello Alessia Marcuzzi, un cast composto soprattutto da personaggi da gossip come Fanny Neguesha e i commenti alla partenza di Siffredi, tra astinenza sessuale e piccanti apprezzamenti sulle compagne d’avventura, si capisce già dove si vuole andare a finire. La deriva è la stessa delle ultime edizioni del GF: amorazzi e amorini, chiacchiere e pettegolezzi. Tanti personaggi di facciata, pochi di sostanza. Certo la storia dell’Isola è anche questo, e l’esperienza di Belen nella sesta edizione lo insegna. Ma l’Isola è molto di più: è la sfida alla sopravvivenza, la lotta tra istinti primordiali per riuscire a mantenere, tra fame e sofferenza, la lucidità indispensabile per farcela e trovare dentro di sé la forza per arrivare alla fine. È il significato della vittoria di Antonella Elia nell’ultima edizione targata Rai del 2012.

Certo, sarebbe sbagliato riproporre lo stesso modello su Mediaset. Ma se l’intenzione del Biscione è dare nuovamente vita all’Isola dei Famosi (un po’ come ha fatto Sky con X Factor), gieffizzare l’Isola, ovvero farla diventare una succursale del Grande Fratello o di Temptation Island è un’operazione che, oltre a snaturare il format,  rischia a lungo andare di instillare nel pubblico quell’effetto déjà-vu che ha portato alla chiusura definitiva di molti programmi. La forte impronta social non è sinonimo di innovazione (il Gf 13 docet). E se la novità principale anticipata da Alessia Marcuzzi in conferenza stampa è la presenza di due spiagge, quella della sofferenza e l’altra della goduria (non ricorda molto anche a voi la spiaggia degli eletti col divino Otelma della nona edizione?),  è davvero troppo poco per far partire una nuova era dell’Isola.

Ovviamente da appassionati di questo programma ci auguriamo che accada il contrario. Che gli autori abbiano tanti assi nella manica da calare pian piano nel corso di questi due mesi da tenerci incollati al teleschermo. Che Alessia Marcuzzi non ci faccia rimpiangere l’entusiasmo e l’energia di Simona Ventura. E che dell’Isola dei Famosi 2015  se ne parli a lungo come l’edizione della svolta, quella che ha rilanciato un format in cui la Rai ha smesso di credere nonostante oggi sia ancora vivo nel cuore di milioni di telespettatori.

 

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